Convenzione di Istanbul: ora occorre proseguire con un impegno serio e costante - Amnesty International Italia

Convenzione di Istanbul: ora occorre proseguire con un impegno serio e costante

19 giugno 2013

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Amnesty International Italia ha espresso soddisfazione per il voto unanime con cui oggi il Senato ha approvato in via definitiva la legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul).

La Convenzione, adottata dal Consiglio d’Europa nel 2011, è il primo strumento giuridicamente vincolante per gli stati in materia di violenza sulle donne e violenza domestica; contiene misure per la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e i procedimenti penali per i colpevoli; definisce e criminalizza le diverse forme di violenza contro le donne tra cui il matrimonio forzato, le mutilazioni dei genitali femminili, lo stalking, le violenze fisiche e psicologiche e la violenza sessuale.

‘Il voto del parlamento è un primo importante passo avanti. Ora auspichiamo un impegno serio e costante di tutte le istituzioni competenti per fermare un fenomeno gravissimo come la violenza che in Italia colpisce le donne in molteplici forme fino a quella irreparabile della loro uccisione in quanto donne: il femminicidio. Perché la Convenzione di Istanbul sia davvero uno strumento giuridico efficace, occorrerà da oggi premere sugli altri stati perché la ratifichino sollecitamente e, una volta entrata in vigore, sarà necessario assicurarne l’attuazione e diffonderne lo spirito’ – ha dichiarato Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia.

Fermare il femminicidio e la violenza contro le donne è una delle 10 richieste contenute nell’Agenda in 10 punti per i diritti umani che Amnesty International ha presentato a tutti i candidati e leader di coalizione, nell’ambito della campagna ‘Ricordati che devi rispondere’, nel corso della recente campagna elettorale. Tale richiesta è stata sottoscritta da tutti i leader delle formazioni che compongono l’attuale governo e da 117 parlamentari.