Costa d'Avorio: la mediazione dell'Ecowas deve dare priorità ai diritti umani - Amnesty International Italia

Costa d’Avorio: la mediazione dell’Ecowas deve dare priorità ai diritti umani

3 gennaio 2011

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In vista del ritorno in Costa d’Avorio, il 3 gennaio 2011, dei mediatori nominati dalla Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas), Amnesty International ha chiesto di mettere i diritti umani al centro dei loro sforzi per porre fine alla crisi seguita alle elezioni presidenziali del 28 novembre.

L’organizzazione per i diritti umani ha ricevuto notizie di esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari, sequestri e sparizioni forzate, principalmente ad opera delle forze di sicurezza e delle milizie fedeli a Laurent Gbagbo che, pur avendo perso le elezioni, si rifiuta di lasciare il potere. Secondo l’Onu, almeno 173 persone sono state uccise durante le violenze postelettorali e oltre 14.000 hanno lasciato la Costa d’Avorio per trovare rifugio nei paesi vicini, compresa la Liberia.

L’organizzazione per i diritti umani è particolarmente preoccupata per i recenti attacchi alla missione dell’Onu in Costa d’Avorio (Unoci) chiamata a indagare sulle riportate violazioni dei diritti umani.

Il 28 dicembre 2010, personale di sicurezza ha impedito a rappresentanti dell’Unoci di visitare un sito a N’Dotré,nella periferia di Abidjan, dove sarebbero stati sepolti decine di corpi. Sempre il 28 dicembre, un convoglio dell’Unoci è stato attaccato nel distretto di Yopougon, ad Abidjan, e un soldato bengalese è stato ferito al braccio con un machete.

Il giorno dopo, è stato aperto il fuoco contro un pattuglia dell’Unoci ad Abobo, Abidjan.

Amnesty International chiede ai mediatori dell’Ecowas di protestare formalmente contro gli attacchi al personale dell’Unoci e di pretendere che la missione di monitoraggio e protezione dei diritti umani sia condotta in sicurezza.

Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi ad Abidjan il 29 dicembre, Alain Le Roy Deputy, comandante delle forze di peacekeeping, ha attribuito gli attacchi contro le sue forze alla ‘propaganda’  e ‘alle parole di odio’ trasmesse dalla televisione di stato ivoriana.

Amnesty International sollecita l’Ecowas a ribadire che nessun politico ivoriano deve incitare la commissione di violazioni dei diritti umani o abusi e di avvertire che gli autori di queste violazioni saranno chiamati a rispondere del loro operato dalla Corte penale internazionale.