Covid-19, Amnesty International denuncia la morte di oltre 7000 operatori sanitari nel mondo - Amnesty International Italia

Covid-19, Amnesty International denuncia la morte di oltre 7000 operatori sanitari nel mondo

3 Settembre 2020

AFP via Getty Images

Tempo di lettura stimato: 6'

Una nuova ricerca di Amnesty International sulle morti degli operatori sanitari a causa del Covid-19 ha aggiornato drammaticamente il dato, fornito a metà luglio, di oltre 3000 decessi. Il numero è ora di oltre 7000 vittime, di cui almeno 1320 solo in Messico.

Gli altri stati col maggior numero di morti da Covd-19 tra gli operatori sanitari sono Usa (1077), Regno Unito (649), Brasile (634), Russia (631), India (573), Sudafrica (240), Italia (188), Perù (183), Iran (164) ed Egitto (159).

Questi dati, ha precisato Amnesty International, sono probabilmente assai sottostimati a causa delle incomplete informazioni disponibili in molti degli stati oggetto della ricerca. Non è possibile inoltre fare comparazioni tra i vari stati, a causa delle diverse modalità di registrazione dei dati e delle definizioni non omogenee della categoria professionale.

Oltre 7000 persone sono morte nel tentativo di salvarne altre: questa è una crisi di scala devastante. Ogni operatore sanitario ha diritto alla sicurezza sul lavoro ed è scandaloso che così tanti abbiano perso la vita“, ha dichiarato Steve Cockburn, direttore del dipartimento Giustizia economica e sociale di Amnesty International.

Sono ormai passati molti mesi dalla diffusione della pandemia ma gli operatori sanitari continuano a morire numerosissimi in Messico, Brasile e Usa; l’aumento delle morti in India e Sudafrica dimostra inoltre quanto sia urgente che tutti gli stati adottino iniziative per proteggere in modo adeguato persone che devono poter svolgere il loro fondamentale lavoro senza rischiare di perdere la vita“, ha aggiunto Cockburn.

Lo sciopero in Sudafrica

La pubblicazione della nuova ricerca di Amnesty International avviene nel contesto di grandi proteste in Sudafrica. Il sindacato dei medici e degli insegnanti ha programmato il 10 settembre uno sciopero nazionale se le sue richieste non verranno ascoltate: forniture adeguate di dispositivi di protezione individuale, partecipazione dei lavoratori alle commissioni per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro, sostegno psicologico e sociale, trasporti, indennità di rischio per i lavoratori in prima linea.

Da luglio il numero delle morti da Covid-19 è in forte aumento e quello dei contagi ha superato il mezzo milione. In tutto il paese gli operatori sanitari deceduti sono stati almeno 240.

Il forte aumento dei casi in India

Negli ultimi mesi la pandemia ha conosciuto una drammatica diffusione in India, con oltre 3.690.000 contagi e oltre 65.000 morti. Secondo dati forniti alla fine di agosto dal ministero della Salute, oltre 87.000 operatori sanitari sono stati contagiati e 573 sono deceduti, in oltre la metà dei casi (292) in un solo stato, quello di Maharashtra.

Numero record di morti in Messico

Il numero dei contagi in America Latina ha da poco superato i sette milioni. Amnesty International ha riscontrato dati particolarmente elevati di decessi tra gli operatori sanitari in Messico (1320), Brasile (634) e Perù (183).

Il dato ufficiale per il Messico, al 25 agosto, è di 97.632 contagi e di 1320 vittime tra gli operatori sanitari.

La categoria più a rischio risulta essere quella dei lavoratori delle pulizie, che operano all’interno delle strutture sanitarie con scarsi dispositivi di protezione.

Amnesty International ha apprezzato il fatto che il governo messicano registri accuratamente i decessi degli operatori sanitari disaggregando i dati per età, genere e professione. Tale trasparenza, che potrebbe in parte spiegare un così elevato numero di decessi, è fondamentale e dovrebbe essere imitata da tutti gli altri stati.

Mancanza di dispositivi di protezione individuale e di protocolli chiari in Brasile

In Brasile il Covid-19 ha fatto almeno 634 vittime tra gli operatori sanitari. Secondo l’Associazione brasiliana per la salute collettiva, i dispositivi di protezione individuale sono insufficienti, mancano protocolli chiari per contrastare i contagi, non ci sono servizi di consulenza psicologica e non sono previste misure di protezione sociale per le famiglie degli operatori sanitari. I contratti di assunzione per gestire l’emergenza sono precari.

Chiediamo a tutti i governi di prendere provvedimenti urgenti per proteggere la vita degli operatori sanitari, aumentando la fornitura dei dispositivi individuali di protezione, ascoltando le loro denunce sulle condizioni di lavoro e rispettando il loro diritto di organizzazione sindacale“, ha sottolineato Cockburn.

Per tutta la durata della pandemia i governi hanno glorificato gli operatori sanitari come degli eroi: un’affermazione che suona falsa visto che molti di loro stanno morendo a causa della mancanza delle più elementari protezioni“, ha concluso Cockburn.

Ulteriori informazioni

Con la collaborazione di un analista dei dati, Amnesty International raccoglie ed esamina costantemente le informazioni riguardanti le morti degli operatori sanitari attraverso numerose fonti: articoli e iniziative in memoria, dati ufficiali, liste compilate dalle associazioni mediche nazionali, elenchi e necrologi pubblicati sulla stampa.

I dettagli sulle fonti e ulteriori informazioni sono disponibili in una mappa interattiva.