Cuba adottati cinque prigionieri di coscienza - Amnesty International Italia

Cuba adottati cinque prigionieri di coscienza

4 agosto 2013

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Amnesty International ha chiesto alle autorità cubane di rilasciare immediatamente e senza condizioni cinque uomini – Rafael Matos Montes de Oca, Emilio Planas Robert e i fratelli Alexeis, Diango e Vianco Vargas Martín – adottati come prigionieri di coscienza e i cui casi sono emblematici della continua repressione della libertà d’espressione sull’isola.

Questi cinque casi sono solo la punta dell’iceberg della repressione della libertà di parola a Cuba‘ – ha dichiarato Javier Zuñiga di Amnesty International. ‘L’unico progresso fatto dalle autorità dell’Avana è stato la Legge migratoria entrata in vigore all’inizio dell’anno, che ha permesso a molte persone, compresi difensori dei diritti umani e persone critiche nei confronti del governo, di viaggiare all’estero. Occorre fare molto di più per garantire le libertà civili e politiche nel paese‘.

Emilio Planas Robert e Rafael Matos Montes de Oca sono stati giudicati colpevoli di ‘pericolosità’ (particolare inclinazione a commettere reati) e condannati a ‘misure di sicurezza’ senza che in tribunale sia stata esibita alcuna prova nei loro confronti.

I due erano stati arrestati a Guantánamo il 23 e il 27 settembre 2012 dopo che in città erano comparsi manifesti con scritte antigovernative.

Queste norme orwelliane, che consentono al governo di imprigionare i suoi cittadini sull’assunto che in futuro potranno commettere un crimine, costituiscono una flagrante violazione degli standard internazionali e devono essere immediatamente abolite‘ – ha affermato Zuñiga.

Amnesty International ritiene che le condanne di Emilio Planas Robert e Rafael Matos Montes de Oca siano politicamente motivate, in quanto entrambi gli uomini fanno parte dell’Unione patriottica di Cuba, un’organizzazione della società civile che chiede più ampie libertà civili.

Alexeis Vargas Martin e i suoi due fratelli gemelli di 17 anni, Diango e Vianco Vargas Martín, a loro volta membri dell’Unione patriottica, sono stati arrestati a Santiago de Cuba  tra il 27 novembre e il 2 dicembre 2012, i secondi mentre protestavano per l’arresto del primo, fermato mentre stava cercando di arrivare a casa, dove la madre (un’esponente delle Dame in bianco) stava celebrando il compleanno, in un clima ostile e con l’abitazione circondata da sostenitori del governo.

I tre fratelli sono stati accusati dalla polizia di aver usato violenza e intimidazioni nei confronti di un pubblico ufficiale. Non sono stati formalmente incriminati e il loro avvocato non ha avuto accesso ai loro fascicoli. Sono trattenuti in tre diverse prigioni della provincia di Santiago de Cuba.

La repressione dei giornalisti indipendenti, dei leader dell’opposizione e degli attivisti per i diritti umani è aumentata nel corso dell’ultimo anno e non accenna a diminuire. Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni di persone arrestate arbitrariamente e persino imprigionate per accuse ridicole che violano gli standard internazionali‘ – ha sottolineato Zuñiga.

Alla fine del giugno 2013, 2143 persone erano state sottoposte a brevi periodi di fermo. A questo stesso provvedimento, nel corso del 2012, sono state sottoposte in media 400 persone al mese, tra cui soprattutto attivisti in arrivo all’Avana da altre zone del paese.

La Commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione, un organismo indipendente, ha riferito di 6602 persone arrestate nel 2012 per aver criticato il governo, a fronte di 4123 nel 2011 e 2074 nel 2010.