Cuba, attivisti del Movimento San Isidro sotto minaccia e sorveglianza - Amnesty International Italia

Cuba, attivisti del Movimento San Isidro sotto minaccia e sorveglianza

15 Dicembre 2020

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Diversi esponenti del Movimento San Isidro – il gruppo di artisti, accademici e intellettuali che il 27 novembre è riuscito a organizzare una rara protesta di fronte al ministero della Cultura di Cuba – sono, al pari dei giornalisti che hanno seguito l’iniziativa, sottoposti a una massiccia sorveglianza e minacciati di essere arrestati se lasceranno le loro abitazioni. Di fatto, sono agli arresti domiciliari.

La sorveglianza riguarda oltre 10 attivisti, alcuni dei quali vivono in casa di altri attivisti. Veicoli della polizia sono parcheggiati sotto le abitazioni, affiancati a volte da motociclette con a bordo uomini in borghese, ritenuti agenti delle forze di sicurezza.

Tra le persone sottoposte a stretta sorveglianza, dopo il raid effettuato il 26 novembre dalle forze di polizia nella sede del Movimento San Isidro, figurano Anamely Ramos González e Luis Manuel Otero Alcántara.

L’unica volta in cui, in 10 giorni, Anamely Ramos González è stata autorizzata a uscire dalla sua abitazione, si è recata all’ambasciata del Messico. A suo dire, ha avuto il permesso di recarvisi perché alle autorità cubane “conviene” che lasci il paese.

Luis Manuel Otero Alcántara è stato ricoverato in ospedale dal 26 novembre al 1° dicembre e da quando è tornato a casa è sorvegliato a vista, con una telecamera che inquadra direttamente la porta dell’abitazione.

Oltre ai due attivisti citati, anche Omara Ruiz Urquiola, Maykel Castillo Pérez, Esteban Lázaro Rodríguez López, Niovel Alexander Tamayo e Osmel Adrián Rubió Santos sono sotto sorveglianza da due settimane.

Altri attivisti non appartenenti al Movimento San Isidro e giornalisti, come Óscar Casanella, Héctor Luis Valdés Cocho, Katherine Bisquet, Camila Ramírez Lobón, Osmani Pardo Guerra e Iliana Hernandez, sono sotto sorveglianza permanente o a intermittenza.

Il 13 dicembre la blogger Yoani Sanchez ha denunciato su Twitter che suo marito, il giornalista indipendente Reinaldo Escobar, era stato fermato e interrogato per quattro ore. Un’altra giornalista indipendente, Luz Escobar, sarebbe sotto sorveglianza permanente.