Cuba, aumenta l’accanimento contro le persone detenute

9 Febbraio 2026

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Amnesty International ha denunciato il crescente accanimento e il deterioramento delle condizioni di salute delle persone che si trovano in carcere a Cuba solo per aver esercitato i loro diritti umani, secondo un costante modello di repressione e di pratiche autoritarie.

A questa situazione si aggiungono una nuova ondata di arresti arbitrari, di sorveglianza illegale, di molestie contro le famiglie delle persone in prigione per motivi di coscienza e il peggioramento delle condizioni di salute di diversi prigionieri.

Amnesty International ha ricevuto testimonianze sull’operato delle forze di sicurezza cubane: perquisizioni regolari negli appartamenti, sorveglianza permanente, limitazioni illegittime alla libertà di movimento e minacce nei confronti delle famiglie dei prigionieri di coscienza, delle persone attiviste e di chi fa opposizione politica. L’obiettivo di queste pratiche, portate avanti senza ordini giudiziari e senza possibilità di opporvisi, è di intimidire, isolare e ridurre al silenzio coloro che chiedono il rispetto dei diritti umani, le cure mediche e la scarcerazione dei propri cari in prigione.

Particolarmente grave è l’accanimento nei confronti di genitori o altri familiari il cui unico “reato” è quello di denunciare pubblicamente le violazioni dei diritti umani ai danni dei parenti in carcere.

Amnesty International ribadisce la sua preoccupazione riguardo le condizioni di salute delle persone detenute: Loreto Hernández García e Roberto Pérez Fonseca hanno malattie croniche in fase di peggioramento, confermate anche dal personale medico delle prigioni. Tuttavia, le autorità non concedono loro i benefici per motivi di salute previsti dalla stessa legge cubana.

Altrettanto grave è la situazione di Donaida Pérez Paseiro, che ha dolori alle ossa permanenti e che non riceve cure mediche adeguate e subisce anche limitazioni ingiustificate riguardo ai contatti coi suoi figli.

Félix Navarro Rodríguez continua a stare in isolamento, con accesso molto limitato all’aria aperta mentre sulle sue condizioni di salute c’è il segreto più assoluto. Il 12 gennaio 2026 è stato sottoposto a una visita medica di cui né lui né i familiari hanno conosciuto l’esito sebbene in passato egli avesse mostrato di avere alcuni sintomi della tubercolosi.

Di recente Maykel Castillo Pérez (detto Maykel “Osorbo”) è stato trasferito nella prigione Kilo 8, situata nella provincia di Pinar del Río, senza che siano state fornite informazioni alla famiglia, che si dice dunque preoccupata. In una visita precedente al trasferimento, la conversazione si era svolta sotto stretta vigilanza e una guardia aveva ascoltato ogni singola frase.

Sayli Navarro Álvarez è detenuta in condizioni che mettono a rischio la sua integrità fisica, in un reparto per detenuti comuni in cui si trovano persone estremamente pericolose. Nella sua prigione non c’è disponibilità regolare di acqua potabile. Le vengono negati i benefici spettanti ai detenuti in quanto è sottoposta a “rieducazione”.

Amnesty International continua a seguire la situazione di Luis Manuel Otero Alcántara, condannato a cinque anni, detenuto nella prigione di massima sicurezza di Guanajay e la cui pena dovrebbe scadere nel luglio del 2026.

L’organizzazione per i diritti umani continua a sollecitare le autorità cubane a scarcerare immediatamente e senza condizioni tutte le persone in carcere a causa delle loro opinioni, a porre fine agli arresti arbitrari, alla sorveglianza illegale, alle molestie e ad altre pratiche autoritarie, nonché a garantire cure mediche tempestive e adeguate a chi ne necessita, in conformità agli standard del diritto internazionale.