Darfur: milioni di vite a rischio - Amnesty International Italia

Darfur: milioni di vite a rischio

4 marzo 2009

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Sudan: due milioni e duecentomila persone a rischio in Darfur dopo l’espulsione delle organizzazioni umanitarie, afferma Amnesty International

CS031: 05/03/2009

Secondo Amnesty International, due milioni e duecentomila persone sono a rischio di fame e malattia a seguito della decisione, presa ieri dal governo sudanese, di espellere oltre 10 organizzazioni umanitarie tra cui Oxfam, Care, Save the Children e Medici senza frontiere.

Milioni di vite sono a rischio e non c’è tempo, nel modo più assoluto, per i giochi politici’ – ha dichiarato Tawanda Hondora, vicedirettore del programma Africa di Amnesty International. ‘Queste organizzazioni forniscono la maggior parte degli aiuti umanitari a oltre due milioni di persone che si trovano in stato di vulnerabilità. Con la loro espulsione, il governo sudanese ha preso di fatto l’intera popolazione del Darfur in ostaggio. Quest’azione aggressiva dev’essere condannata nel modo più netto possibile dall’Unione africana, dalla Lega degli stati arabi e dall’intera comunità internazionale‘.

L’espulsione delle organizzazioni umanitarie è stata ordinata poco dopo la decisione della Corte penale internazionale di spiccare un mandato d’arresto nei confronti del presidente sudanese Omar al Bashir per le imputazioni di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

La popolazione del Darfur, che da sei anni paga le conseguenze del conflitto, ora viene punita dal suo stesso governo come reazione al mandato di cattura‘ – ha aggiunto Hondora. ‘Le autorità sudanesi devono immediatamente ritornare sulla propria decisione e consentire alle organizzazioni umanitarie di continuare a lavorare per salvare vite umane. Ogni altra alternativa è semplicemente impensabile‘.

Oggi, l’Unione africana ha tenuto una riunione di emergenza per discutere sul mandato d’arresto. La Lega degli stati arabi si è riunita ieri e ha espresso solidarietà al presidente al Bashir. Amnesty International sollecita il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana a convocare una sessione speciale, con l’obiettivo di assicurare il ritorno delle organizzazioni umanitarie in Darfur.

Come ogni altro paese, il Sudan ha la responsabilità, derivante dal diritto internazionale, di garantire l’accesso all’assistenza internazionale alle persone che ne necessitano. Il fatto che ci sia un mandato d’arresto per il presidente del paese è del tutto irrilevante rispetto a questa questione‘ – ha concluso Hondora.

Sulla base del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ratificato dal Sudan, le autorità sudanesi hanno l’obbligo di astenersi da azioni che violino i diritti economici, sociali e culturali dei propri cittadini e di chiedere assistenza internazionale se non sono in grado di adempiere a tale obbligo.

FINE DEL COMUNICATO                                        Roma, 5 marzo 2009

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