Decimo anniversario di Guantánamo: fatti e cifre - Amnesty International Italia

Decimo anniversario di Guantánamo: fatti e cifre

9 gennaio 2012

Tempo di lettura stimato: 6'

L’11 gennaio 2012 segna il decimo anniversario del primo trasferimento nel centro di detenzione statunitense di Guantánamo Bay, in territorio cubano.

Secondo le autorità statunitensi, 779 persone sono state trasferite a Guantánamo e la maggior parte di esse è rimasta in detenzione senza accusa né processo. (Non è chiaro se il totale comprenda anche quelli che prima del 2004 sono rimasti in custodia della Cia, che gestiva separatamente un sito segreto all’interno della base).

Salvo un caso, tutti i 779 detenuti avevano cittadinanza straniera. L’unico con passaporto statunitense (e saudita) venne immediatamente trasferito da Guantánamo nel 2002. Dopo oltre due anni di carcere militare negli Usa, l’uomo è stato rinviato in Arabia Saudita sulla base di un accordo che prevedeva, tra l’altro, la sua rinuncia alla cittadinanza statunitense.

I trasferimenti a Guantánamo, anno per anno, sono stati i seguenti: 632 nel 2002; 117 nel 2003; 10 nel 2004; 14 nel 2006; 5 nel 2007; 1 nel 2008.

All’inizio di dicembre 2011 rimanevano a Guantánamo 171 detenuti di oltre 20 paesi, quattro dei quali scontavano condanne emesse dalle commissioni militari.

Secondo l’Amministrazione Obama, 48 dei 171 detenuti non possono essere rilasciati né processati e dovrebbero rimanere reclusi a Guantánamo a tempo indeterminato.

Dei 171 detenuti, 90 sono yemeniti. Uno di essi sta scontando una condanna all’ergastolo emessa dalle commissioni militari. Nel gennaio 2010 il presidente Obama ha sospeso i trasferimenti dei detenuti verso lo Yemen. Da allora, ne è stato rilasciato uno solo.

Dal 2002, sei detenuti sono stati condannati dalle commissioni militari: quattro di loro hanno patteggiato uno sconto di pena in cambio dell’ammissione di colpevolezza e due dei quattro sono stati rimpatriati.

Dal 2002, sono morti otto detenuti, sei dei quali apparentemente a seguito di suicidio e gli altri due per cause naturali.

Gli Usa intendono chiedere la pena di morte nei confronti di sei detenuti rinviati a processi davanti alle commissioni militari. Tutti e sei sono stati soggetti a sparizione forzata in centri segreti di detenzione della Cia prima di essere trasferiti a Guantánamo, a torture e altri trattamenti crudeli disumani e degradanti e a periodi d’isolamento durati anche quattro anni. Due di essi sono stati sottoposti al ‘waterboarding’. Le informazioni sul trattamento carcerario e sulle tecniche d’interrogatorio subiti dai sei detenuti nelle mani della Cia sono sottoposte al più stretto segreto.

Un detenuto di Guantánamo è stato trasferito negli Usa per essere processato di fronte a un tribunale federale, che lo ha condannato all’ergastolo nel gennaio 2011.

Nessun detenuto è stato rilasciato in territorio statunitense.

Oltre 600 detenuti sono stati trasferiti da Guantánamo verso altri paesi, tra i quali Afghanistan, Albania, Algeria, Arabia Saudita, Australia, Bahrein, Bangladesh, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Giordania, Iran, Iraq, Kazakistan, Kuwait, Libia, Maldive, Marocco, Mauritania, Pakistan, Qatar, Regno Unito, Russia, Somalia, Spagna, Stati Uniti d’America, Sudan, Svezia, Tagikistan, Tunisia, Turchia, Uganda e Yemen.

Ci sono voluti sei anni e mezzo prima che la Corte suprema federale decidesse che i detenuti di Guantánamo avevano diritti di ricorrere contro la legittimità della loro detenzione presso le corti federali statunitensi. Al momento della sentenza nel caso Boumediene contro Bush, nel giugno 2008, oltre 500 detenuti erano già stati trasferiti da Guantánamo.

Dalla sentenza Boumediene contro Bush alla fine del novembre 2011, le corti distrettuali hanno emesso 47 sentenze su appelli di habeas corpus. In 22 casi, riguardanti 38 persone (17 delle quali uigure), il giudice ha definito illegale la loro detenzione, negli altri 25 la detenzione è stata considerata legale nel contesto della ‘guerra al terrore’ degli Usa. Nei ricorsi contro queste ultime sentenze, la Corte degli appelli del circuito del Distretto di Columbia ha emesso 16 verdetti, sfavorevoli ai ricorrenti in 12 casi; negli altri quattro, ha stabilito il rinvio alle corti distrettuali per ulteriori esami.

Almeno 12 detenuti avevano meno di 18 anni al momento della cattura.

Un cittadino canadese catturato dagli Usa nel 2002 all’età di 15 anni si trova ancora a Guantánamo, dove ha dunque finora trascorso oltre un terzo della sua vita.

I detenuti trasferiti a Guantánamo sono stati catturati in almeno 10 paesi: Afghanistan, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Indonesia, Kenya, Pakistan, Thailandia e Zambia.

A settembre 2011, 2100 persone erano detenute nel centro di detenzione statunitense di Parwan, situato all’interno della base area di Bagram, in Afghanistan.

 

Scarica la scheda ‘Decimo anniversario di Guantánamo: fatti e cifre’

 

Comunicato stampa ‘Guantánamo 2002-2012: ‘Un decennio di danni ai diritti umani”

Firma l’appello ‘Usa: ‘Abd al Rahim Hussayn Muhammed al Nashiri rischia la pena di morte’

Decimo anniversario di Guantánamo: cronologia    

Guarda il video ‘Guantánamo Bay: A decade of damage to human rights’

Scarica la scheda ‘Decimo anniversario di Guantánamo: fatti e cifre’

 

Comunicato stampa ‘Guantánamo 2002-2012: ‘Un decennio di danni ai diritti umani

Firma l’appello ‘Usa: ‘Abd al Rahim Hussayn Muhammed al Nashiri rischia la pena di morte’

Decimo anniversario di Guantánamo: cronologia    

Guarda il video ‘Guantánamo Bay: A decade of damage to human rights’