Delta del Niger: positive le dichiarazioni di Eni Spa ma c'è molto altro da fare - Amnesty International Italia

Delta del Niger: positive le dichiarazioni di Eni Spa ma c’è molto altro da fare

2 luglio 2009

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Inquinamento da petrolio nel Delta del Niger: Amnesty International apprezza le dichiarazioni di Eni Spa ma sottolinea che c’è molto altro da fare

CS090: 02/07/2009

Amnesty International ha accolto con piacere la dichiarazione rilasciata il 30 giugno da Eni Spa, con la quale la compagnia italiana fa sapere che sta attuando due delle raccomandazioni contenute nel rapporto diffuso lo stesso giorno dall’organizzazione, dal titolo ‘Petrolio, inquinamento e povertà nel Delta del Niger’ e inviato prima del lancio all’amministratore delegato di Eni Spa, Paolo Scaroni.

Le raccomandazioni, che Eni afferma siano ‘in fase di attuazione’, riguardano l’avvio di una bonifica completa di tutti i siti inquinati dal petrolio, consultando le comunità colpite e informandole con regolarità sui risultati; e la diffusione di notizie relative all’impatto delle attività petrolifere sui diritti umani e sull’ambiente.

Amnesty International giudica in modo positivo gli impegni dichiarati pubblicamente da Eni Spa ma sottolinea che le raccomandazioni indirizzate alle imprese estrattive che operano nel Delta del Niger (ma anche al governo della Nigeria e ai governi dei paesi in cui le aziende hanno sede) sono però molto più numerose e dettagliate.

Questo è l’elenco completo delle raccomandazioni di Amnesty International alle compagnie petrolifere.

1. Rendere pubbliche tutte le informazioni sull’impatto delle operazioni petrolifere sull’ambiente e sui diritti umani, utilizzando un linguaggio non tecnico, comprese quelle relative a:

tutte le fuoriuscite di petrolio, la loro entità e il luogo preciso in cui si sono verificate;

lo scarico dei rifiuti (in particolare quando effettuato nell’ambiente – terra, aria o acqua);

le valutazioni d’impatto ambientale (EIAs-Environmental Impact Assessments);

qualsiasi studio condotto sull’impatto delle operazioni petrolifere su acqua, terra e aria;

i fondi investiti nell’acquisizione o nell’affitto di terreni;

le cifre pagate per i risarcimenti, comprensive del dettaglio dei beni risarciti;

le loro posizioni in merito alla legislazione nigeriana le cui disposizioni potrebbero avere un impatto sull’ambiente e sui diritti umani;

l’eventuale impegno a opporsi pubblicamente nel caso in cui il governo nigeriano vietasse la divulgazione di queste informazioni.

2. Dichiarare pubblicamente l’impegno a sostenere un sistema di monitoraggio indipendente delle attività dell’industria del petrolio nel Delta del Niger e confermare che l’azienda non farà pressioni sul governo nigeriano contro tale sistema.

3. Consentire una verifica indipendente dei processi di gestione ambientale dell’azienda, che comprenda ispezioni fisiche ai siti. La verifica dovrebbe coinvolgere rappresentanti di enti indipendenti e i suoi risultati dovrebbero essere resi pubblici.

4. Intraprendere una valutazione completa dell’impatto sociale e sui diritti umani di tutti i progetti petroliferi e del gas, assicurando che le comunità coinvolte ricevano tutte le informazioni e che il processo sia trasparente. Garantire che le valutazioni d’impatto e i piani per prevenire e mitigare qualsiasi violazione dei diritti umani siano resi pubblici e accessibili.

5. Avviare una bonifica completa di tutti i siti inquinati dal petrolio, consultando le comunità colpite e informandole sui risultati con regolarità.

6. Rivedere completamente il processo di coinvolgimento delle comunità e le pratiche di consultazione e garantire una forte supervisione di questo processo:

assicurando che le donne abbiano accesso adeguato al processo di coinvolgimento delle comunità;

stabilendo un meccanismo che permetta alle comunità di rivolgersi a un funzionario di grado più elevato per esprimere eventuali preoccupazioni sulle modalità di coinvolgimento delle comunità;

formando lo staff dell’azienda sulle dinamiche di genere e in particolare su come garantire che il dialogo con le comunità non sia discriminatorio e rispetti gli usi locali;

garantendo che tutte le aziende fornitrici di beni e servizi siano informate sulle linee di condotta aziendali sui diritti umani, l’ambiente e le questioni di genere e che ricevano una formazione del loro personale sui comportamenti in linea con principi etici.

7. Prima di impegnare l’azienda in qualunque progetto, assicurare che le comunità coinvolte siano informate circa il progetto, possano partecipare a una valutazione d’impatto sociale e sui diritti umani e ricevano notizie complete su qualsiasi ulteriore dato in possesso della compagnia, rilevante rispetto al progetto.

8. Rendere un obbligo contrattuale la piena conoscenza, da parte di tutte le aziende fornitrici di beni e servizi, delle linee di condotta aziendali su diritti umani, l’ambiente e le questioni di genere e una formazione del loro personale sui comportamenti in linea con principi etici.

Amnesty International auspica che l’impegno pubblico che Eni Spa ha preso sull’attuazione di alcune di queste raccomandazione si allarghi a comprendere tutte le altre e sia confermato dall’adozione di misure concrete, monitorabili e misurabili.

FINE DEL COMUNICATO                                                                  Roma, 2 luglio 2009

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