L’editoriale

26 Aprile 2022

@UN Women/Aurel Obreja

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Cara amica, caro amico,

mentre scrivo questo editoriale ai primi di marzo, i giorni che stiamo vivendo, come abitanti del vecchio continente, sono tra i più difficili degli ultimi decenni. La pandemia continua a non essere conclusa e sono ancora visibili le conseguenze di oltre due anni di contrasto alla diffusione del Covid-19. La catastrofe climatica si fa sempre più sentire, ed è ormai chiaro, dagli ultimi report delle Nazioni Unite, che il tempo per mitigare le peggiori conseguenze dello stravolgimento del clima si stia riducendo sempre di più. Ma quello che maggiormente ha cambiato la nostra visione del futuro sono stati i venti di guerra che l’aggressione della Federazione russa ai danni dell’Ucraina ha riportato in Europa. Si tratta di un evento senza precedenti negli ultimi 70 anni della nostra storia, che solo apparentemente porta indietro le lancette all’epoca della guerra fredda, ma rappresenta una minaccia di immani proporzioni per i diritti umani nel mondo. Riteniamo che sia necessaria un’azione forte e concertata da parte dell’Unione europea per difendere da un lato la popolazione civile, dall’altro per riportare la crisi in una dimensione di confronto diplomatico. L’abuso della posizione di membro permanente del Consiglio di sicurezza da parte del governo russo rappresenta un pericoloso precedente, che potrebbe innescare altre situazioni di crisi, come ad esempio in

Asia, con le rivendicazioni della Repubblica popolare cinese su Taiwan. Come persone attive nella difesa dei diritti umani ovunque nel mondo, come movimento di solidarietà internazionale, fatto di persone per le persone, è nostro compito essere presenti nel dibattito del nostro paese, ovunque ci siano spazi, per ribadire la necessità di un’azione politica che ponga i diritti umani al primo posto. Dobbiamo continuare a riempire le piazze, presidiare i social network, supportare la popolazione ucraina e la parte di popolazione russa che con coraggio si sta esponendo, a proprio rischio e pericolo, contro questa aggressione.

 

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