Egitto: sei anni fa i massacri delle piazze del Cairo - Amnesty International Italia

Egitto: sei anni fa i massacri delle piazze del Cairo

14 agosto 2019

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In occasione del sesto anniversario dell’uccisione di almeno 900 persone durante gli sgomberi violenti di due sit in a Rabaa al-Adawiya e al-Nahda, due piazze del Cairo, Amnesty International ha dichiarato che i sanguinosi eventi del 14 agosto 2013 continuano a riguardare ancora oggi molti egiziani.

Oltre 650 partecipanti ai sit-in del 2013 stanno scontando condanne fino a 25 anni di carcere in condizioni detentive inumane, sottoposti a isolamento e spesso torturati. Altri 75 sono stati condannati a morte al termine di processi clamorosamente irregolari. Molti degli ex prigionieri rilasciati dopo cinque anni e mezzo di prigionia sono sottoposti a misure cautelari che li privano della libertà per 12 ore al giorno – quali l’obbligo di trascorrere le ore notturne in stazioni di polizia sovraffollate – e che hanno un forte impatto sulla loro vita e sui loro diritti.

Altre persone condannate in contumacia vivono in esilio. Molte famiglie convivono con l’angoscia e l’incertezza di non conoscere la sorte dei loro cari, scomparsi dopo l’arresto.

Sei anni dopo, sull’Egitto continua a stagliarsi l’ombra dei terribili eventi di Rabaa al-Adawiya e  al-Nahda, l’inizio di un profondo deterioramento della situazione dei diritti umani nel paese“, ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.

Non un solo agente delle forze di sicurezza che aprirono il fuoco contro i manifestanti e neanche uno di coloro che diedero loro l’ordine, sono stati chiamati a rispondere del massacro del 14 agosto 2013. In questo modo si è rafforzata l’impunità e le forze di sicurezza si sono sentite sicure di compiere sparizioni di massa, torture e maltrattamenti senza timore di finire di fronte alla giustizia“, ha aggiunto Mughrabi.

Nel 2018 il parlamento egiziano ha adottato una legge che autorizza il presidente a garantire l’immunità dai procedimenti giudiziari agli alti ufficiali dell’esercito per qualsiasi atto commesso nello svolgimento del loro dovere dal 3 luglio 2013 al 10 gennaio 2016.

Secondo fonti ufficiali, il 14 agosto 2013 rimasero uccisi anche otto agenti delle forze di sicurezza.