Espulsione verso la Tunisia, nel 2009 l'Italia ha violato il divieto di tortura - Amnesty International Italia

Espulsione verso la Tunisia, nel 2009 l’Italia ha violato il divieto di tortura

5 aprile 2011

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Il 5 aprile 2011 la Corte europea dei diritti umani ha stabilito all’unanimità che, espellendo un cittadino tunisino verso il suo paese due anni prima, l’Italia ha violato il divieto di tortura e di altri trattamenti crudeli, disumani e degradanti.

La Corte ha giudicato che Ali Ben Sassi Toumi, un cittadino tunisino che era stato condannato reati di terrorismo, è stato soggetto a rimpatrio forzato dall’Italia verso la Tunisia in violazione di un’ordinanza della stessa Corte che aveva chiesto di sospendere l’espulsione ritenendo che le assicurazioni diplomatiche fornite all’Italia dal governo di Ben Ali prima dell’espulsione non azzerassero il rischio di tortura e maltrattamenti.

Amnesty International ha espresso il proprio apprezzamento per la sentenza della Corte europea, che ha messo in evidenza come l’Italia abbia completamente ignorato l’autorità dell’organo di giustizia europeo e abbia usato dubbie promesse da parte delle autorità tunisine per giustificare le proprie azioni. Non si può, sottolinea l’organizzazione per i diritti umani, rinviare persone verso paesi in cui rischino di essere sottoposte a torture e maltrattamenti e le assicurazioni provenienti da paesi in cui è noto che si pratica la tortura non possono mai essere una garanzia per l’incolumità della persona espulsa.

In Italia, Ali Ben Sassi Toumi era uscito di prigione nel maggio 2009, dopo aver scontato una condanna a quattro anni per appartenenza a una cellula terroristica e aver arruolato combattenti destinati all’Iraq. Aveva chiesto asilo politico all’Italia ma la sua domanda era stata respinta in quanto era stato condannato per aver commesso un ‘grave reato’. Era stato espulso in Tunisia nell’agosto dello stesso anno, nonostante per tre volte la Corte europea dei diritti umani avesse chiesto all’Italia di sospendere il provvedimento in quanto Ali Ben Sassi Toumi rischiava di subire torture e maltrattamenti e la sua esecuzione avrebbe pregiudicato il diritto dello stesso cittadino tunisino a chiedere protezione alla Corte.

Le autorità italiane avevano affermato di aver chiesto ‘assicurazioni diplomatiche’ al governo tunisino, che aveva promesso che Ali Ben Sassi Toumi sarebbe stato trattato umanamente e avrebbe ricevuto un processo equo. La Corte europea aveva rigettato questo argomento.

Tra il 2008 e il 2010, la Corte europea dei diritti umani ha emesso tre sentenze contro l’Italia in altrettanti casi in cui l’Italia ha espulso o ha minacciato di espellere cittadini tunisini verso il loro paese.