Etiopia: leader dell'opposizione arrestati dopo aver incontrato Amnesty International - Amnesty International Italia

Etiopia: leader dell’opposizione arrestati dopo aver incontrato Amnesty International

1 settembre 2011

Tempo di lettura stimato: 3'

Due leader dell’opposizione sono stati arrestati dopo un incontro con la delegazione di Amnesty International, che è stata poi espulsa dal paese.

Bekele Gerba, vice presidente del Movimento democratico federalista di Oromo (Ofdm) e Olbana Lelisa del partito del Congresso del popolo (Opc) sono stati arrestati il 27 agosto. Lo stesso giorno, la delegazione di Amnesty International è stata convocata dal governo che ha ordinato di lasciare il paese.

Bekele Gerba, insegnante di inglese all’Università di Addis Abeba, è stato arrestato con l’accusa di appartenere al Fronte per la liberazione di Oromo (Olf), un’accusa a cui il governo ricorre spesso per ridurre al silenzio i membri dell’opposizione politica di Oromo. Non è stato resa nota l’accusa nei confronti di Olbana Lelisa, ma si crede che sia la stessa.

‘Ci preoccupa molto il fatto che i due uomini siano stati arrestati nei giorni in cui hanno parlato con la nostra delegazione. Sebbene il governo etiope lo abbia negato,  temiamo che gli arresti non siano una coincidenza ma siano dovuti a questi incontri con Amnesty International’ – ha detto Michelle Kagari, vicedirettrice del Programma Africa di Amnesty International.

I delegati di Amnesty International avevano incontrato Olbana Lelisa il giorno prima del suo arresto, per scambiarsi informazioni. Hanno incontrato Bekele Gerba quattro giorni prima. I delegati sono stati fotografati da agenti dei servizi segreti mentre lasciavano il loro ufficio dopo l’incontro.

I due uomini, oppositori politici di lunga data, hanno apertamente condotto delle campagne durante le elezioni nazionali del 2010. ‘L’arresto è la riprova di costanti vessazioni nei confronti di oppositori politici e della grave repressione della libertà di espressione nel paese’ – ha dichiarato Kagari.

Sono detenuti presso il centro investigativo della polizia federale ‘Maikelawi’, nel quale, secondo le informazioni in possesso di Amnesty International, si ricorre spesso alla tortura.  Inoltre, di norma, ai detenuti impedito l’accesso agli avvocati o ai familiari per periodi fino a uno o due mesi.

I delegati di Amnesty International sono stati costantemente sorvegliati durante i 12 giorni nel paese, prima di essere espulsi. ‘Adesso siamo estremamente preoccupati per la sicurezza di tutti coloro che i nostri delegati hanno incontrato mentre erano in Etiopia’ – ha concluso Kagari.