La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare un provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione dell’Alleanza internazionale per il ricordo dell’Olocausto (IHRA), rischia di produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele e delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.
Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione dei territori palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo.
Per questo saremo in piazza: contro il bavaglio, contro la criminalizzazione della solidarietà, contro ogni limitazione della libertà di espressione e del diritto al dissenso.
Tante iniziative in decine di città in tutta Italia, come quella di domani, 30 settembre, a Venezia, con l’assemblea all’Università Ca’ Foscari aperta alla cittadinanza, che vedrà la mobilitazione del mondo accademico o quella del 1° ottobre, a Milano, in piazza Scala e del 2 a Catania. Da Milano a Catania l’onda di protesta attraverserà tutta l’Italia con una nuova mobilitazione diffusa.