Al Festival dei Diritti Umani di Milano l'anteprima di “Lerd - A man of integrity”

Al Festival dei Diritti Umani di Milano l’anteprima di “Lerd – A man of integrity”

23 marzo 2018

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Il 24 marzo, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, sarà ospite del Festival dei Diritti Umani indetto a Milano dal 20 al 24 marzo.

L’intervento di Noury è previsto alle 20.30 della giornata conclusiva del Festival per presentare e introdurre l’anteprima italiana del filmLerd – A man of integrity”.

La pellicola è l’ultimo lavoro del regista iraniano Mohamed Rasoulouf, attualmente agli arresti domiciliari.

Il film interroga la dimensione intima di un uomo di fronte ad un’oppressione infima e diffusa, che diventa sistema e soffoca persino la volontà di resistere. Il film è stato premiato al Festival di Cannes del 2017 con il premio della giuria nella sezione “Un certain regard”.

Nato a Shiraz nel 1977, il regista iraniano Mohammad Rasoulof lavora inizialmente come sceneggiatore e regista di teatro e studia sociologia all’università di Teheran. 

Il suo primo lungometraggio The Twilight (Gagooman) viene premiato nel 2002 al Fajr Film Festival di Teheran.

Nel 2010 viene arrestato sul set perché accusato di non avere richiesto l’autorizzazione alle autorità iraniane. Condannato a sei anni di reclusione, viene poi liberato dopo dodici mesi tramite cauzione.

Dopo aver girato l’Europa per promuovere “Lerd – A man of integrity”, nel settembre del 2017 rientra in Iran e viene nuovamente condannato agli arresti domiciliari, reo di aver fatto un film–propaganda contro il regime.

Il film

Lerd – A man of integrity” racconta la storia di Reza era un giovane contestatore a Teheran.

Espulso dall’università, decide di allontanarsi dal pantano urbano per rifarsi una vita. Si trasferisce con la moglie e il figlio in un villaggio sperduto nel nord dell’Iran, dove passa i suoi giorni lavorando nel suo allevamento di pesci rossi.

Ma la zona è controllata da un’azienda privata, strettamente collegata con il governo e le autorità locali. I suoi potenti azionisti costringono i contadini locali e i piccoli proprietari terrieri a cedere le proprie terre e i propri beni – compresi gli immobili – all’azienda. La corruzione si insinua nei meccanismi della società, al punto da penetrare nelle relazioni sociali e famigliari.