Francia, la legge sul 'genocidio armeno' minaccia la libertà d'espressione - Amnesty International Italia

Francia, la legge sul ‘genocidio armeno’ minaccia la libertà d’espressione

25 gennaio 2012

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La legge approvata dal senato francese il 23 gennaio, se entrasse in vigore, violerebbe la libertà d’espressione, rendendo un reato penale mettere pubblicamente in dubbio gli avvenimenti che la legislazione del paese definisce ‘genocidio’.

Nel 2001, una legge aveva ufficialmente dichiarato che gli omicidi e i trasferimenti di massa degli armeni sotto l’Impero Ottomano nel 1915 costituivano un genocidio. Ora, la legge approvata dal senato punirebbe con un anno di carcere e/o con una multa di 45.000 euro chi mette in discussione ‘in modo oltraggioso’ o banalizzi quei fatti.

‘Se approvata, la legge avrebbe un effetto raggelante sul pubblico dibattito e contravverrebbe agli obblighi internazionali della Francia in materia di rispetto della libertà d’espressione. La gente dev’essere libera di esprimere la sua opinione su questo tema, in Francia, in Turchia e altrove’ – ha dichiarato Amnesty International.

Le autorità della Turchia negano in maniera ferma che i fatti del 1915 siano stati un genocidio. Chi, in Turchia, contesta la versione ufficiale, viene perseguito penalmente, in violazione della sua libertà d’espressione.

La Corte europea dei diritti umani ha ripetutamente sottolineato che la libertà d’espressione copre non solo idee non offensive ‘ma anche coloro che offendono, sconcertano o disturbano lo stato o qualsiasi settore della popolazione’.

Il diritto internazionale dei diritti umani consente limitazioni all’esercizio della libertà d’espressione quando necessario e proporzionato rispetto a obiettivi specifici, quali i diritti o la reputazione di altre persone o la protezione della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico.

Amnesty International ritiene che queste limitazioni non si applichino a questo caso e che, se approvata, la nuova legge francese criminalizzerebbe l’esercizio della libertà d’espressione, giudicato una contestazione ‘oltraggiosa’ o una banalizzazione di fatti storici e del loro svolgimento.

Il diritto internazionale dei diritti umani obbliga inoltre gli stati a proibire il sostegno a forme di odio nazionale, razziale o religioso che costituiscono un incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza.

Tuttavia, mentre le autorità di Parigi sostengono che la legge attuerebbe le linee guida dell’Unione europea in materia di contrasto alle espressioni razziste o xenofobe ‘probabilmente destinate a incitare alla violenza o all’odio’, il testo approvato dal senato francese non menziona questo incitamento tra le espressioni da proibire. Peraltro, in Francia sono già in vigore leggi che puniscono queste forme d’incitamento.

‘Il tema del giorno di questa legge non è se gli omicidi e i trasferimenti di massa degli armeni del 1915 costituiscano un genocidio, ma il tentativo delle autorità francesi di limitare la libertà d’espressione in questo dibattito’ – ha sottolineato Amnesty International.