Giornata internazionale della donna: giù le mani dai nostri corpi - Amnesty International Italia

Giornata internazionale della donna: giù le mani dai nostri corpi

5 marzo 2015

Tempo di lettura stimato: 4'

In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, Amnesty International lancia un nuovo manifesto per chiedere ai governi di ogni parte del mondo di porre fine ai loro tentativi di controllare e criminalizzare le scelte e la sessualità delle donne e delle ragazze. Il manifesto della campagna ‘My Body My Rights‘ chiede agli stati di rimuovere le barriere all’accesso ai servizi, alle informazioni e alla formazione relativamente alla salute sessuale e riproduttiva e di porre fine alle leggi e alle pratiche che penalizzano tale accesso.

Il manifesto descrive i diritti che tutte le donne e le ragazze dovrebbero avere sul loro corpo. Nonostante un importante accordo sottoscritto due decenni fa a Pechino in materia di uguaglianza di genere, le donne e le ragazze continuano a venire private dei loro diritti sessuali e riproduttivi.

Sebbene negli ultimi 20 anni decine di stati abbiano messo fuorilegge i matrimoni forzati e le mutilazioni dei genitali femminili, queste pratiche restano diffuse‘ – ha dichiarato Jessie Macneil-Brown, responsabile della campagna ‘My Body My Rights’ di Amnesty International. ‘Le gravi violazioni dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne e delle ragazze costituiscono un grande problema contemporaneo. In alcuni paesi, l’aborto è vietato del tutto e le donne sono imprigionate per il mero sospetto di aver abortito volontariamente o aver avuto un aborto spontaneo‘.

Il manifesto di Amnesty International chiede agli stati di:

  • abolire le leggi che criminalizzano l’esercizio dei diritti sessuali e riproduttivi;
  • rilasciare tutte le donne e le ragazze imprigionate per aver voluto abortire o aver avuto un aborto spontaneo, così come coloro che le hanno aiutate;
  • garantire l’accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva;
  • garantire l’accesso a programmi educativi relativi alla sessualità esenti da pregiudizio e basati su prove oggettive, all’interno e all’esterno della scuola;
  • prevenire e reprimere tutte le forme di violenza di genere, specialmente contro le donne e le ragazze;
  • assicurare che tutte le persone abbiano la parola sulle leggi e sulle politiche che riguardano il loro corpo e la loro vita;
  • assicurare che tutte le persone abbiano accesso a rimedi giudiziari efficaci e affrontabili dal punto di vista economico quando i loro diritti sessuali e riproduttivi siano stati violati.

Gli stati e altri soggetti devono porre fine ai loro tentativi di controllare le decisioni delle donne e delle ragazze. Quello di prendere decisioni informate sulla salute sessuale e riproduttiva è un diritto umano che dev’essere garantito anziché minacciato e criminalizzato‘ – ha sottolineato Jessie Macneil-Brown. ‘Questo manifesto chiede a ogni persona di esprimere solidarietà pretendendo che questi diritti siano protetti‘ – ha concluso Jessie Macneil-Brown.

 

FINE DEL COMUNICATO         Roma, 6 marzo 2015

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