Gli stati devono agire con fermezza sulla base del rapporto Onu sulla Siria - Amnesty International Italia

Gli stati devono agire con fermezza sulla base del rapporto Onu sulla Siria

28 novembre 2011

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Amnesty International ha esortato gli stati ad agire in base al rapporto delle Nazioni Unite che conferma che quest’anno le forze di sicurezza siriane hanno commesso crimini contro l’umanità durante la violenta ondata di repressione sui manifestanti.

Il rapporto della Commissione internazionale di inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, diffuso ieri a Ginevra, ha lanciato un appello al governo della Siria per far partire ‘indagini indipendenti e imparziali su queste violazioni e consegnare alla giustizia i responsabili’.

Il governo siriano è stato richiamato a porre immediatamente fine ‘alle continue e gravi violazioni dei diritti umani’, come le esecuzioni sommarie, gli arresti arbitrari, le sparizioni forzate e la tortura, inclusa la violenza sessuale.

Questo rapporto conferma ciò che abbiamo raccontato per mesi, che le forze di sicurezza siriane hanno commesso crimini contro l’umanità‘ – ha dichiarato Philip Luther, direttore ad interim di Amnesty International per il Programma per il Medio Oriente e il Nord Africa.

Tuttavia, gli eventi dei mesi passati danno pochi motivi per credere che le autorità siriane indagheranno e perseguiranno i colpevoli di questi crimini.  Le Nazioni Unite e i suoi stati membri devono intervenire per garantire l’accertamento delle responsabilità‘.

Il 12 ottobre, il governo siriano ha dichiarato di voler aprire una propria indagine sui presunti crimini commessi da marzo 2011. Ha aggiunto di voler collaborare con la Commissione delle Nazioni Unite, una volta completata la propria indagine.

Damasco non ha comunque diffuso alcuna informazione sulla sua inchiesta a livello nazionale. E dato il suo passato operato in materia di diritti umani, ci sono pochi motivi per credere che indagherà e accuserà i responsabili di questi crimini.

La comunità internazionale deve fare un passo avanti per affrontare il clima di impunità in Siria‘ – ha dichiarato Philip Luther. ‘Il Consiglio di sicurezza deve deferire la situazione al procuratore delle Corte penale internazionale‘.

Dal rapporto emerge che più di 3250 persone sono state uccise in Siria da metà marzo, inclusi più 200 bambini. Si ritiene che molti siano stati uccisi da colpi d’arma da fuoco nel corso delle proteste o durante operazioni di sicurezza in aree residenziali. Oltre 160 sarebbero morti in detenzione in circostanze fortemente sospette.

Migliaia di persone sono state arrestate. Molti prigionieri sono stati detenuti in incommunicado in centri dove è stato denunciato un uso diffuso della tortura e di altri maltrattamenti.

Il 25 novembre, la Commissione delle Nazioni Unite contro la tortura ha dichiarato di essere allarmata dal fatto che ‘le notizie di gravi violazioni dei diritti umani sono emerse in un contesto di totale e assoluta impunità, ma indagini rapide e accurate non sono state portate avanti su questi casi‘. La Commissione ha sollecitato il governo della Siria a farlo e a presentare un rapporto speciale entro il 9 marzo 2012.

Domenica scorsa la violenza è continuata: gli attivisti siriani hanno riferito che almeno 11 persone sono state uccise in tutto il paese.

Come stabilito dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, la Commissione d’inchiesta ha portato avanti l’indagine da fine di settembre a metà novembre e ha realizzato interviste con 223 vittime e testimoni di presunte violazioni dei diritti umani.