Gli Usa devono riformare le politiche di detenzione in Afghanistan - Amnesty International Italia

Gli Usa devono riformare le politiche di detenzione in Afghanistan

16 novembre 2009

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(16 novembre 2009)

L’amministrazione Obama deve rivedere le sue politiche di detenzione in Afghanistan per adeguarle al diritto internazionale. Lo hanno chiesto Amnesty International, Human Rights First e Human Rights Watch in occasione di un incontro convocato dall’esercito statunitense domenica 15  novembre presso una struttura detentiva di recente costruzione, ma ancora vuota, nella provincia di Parwan, in Afghanistan. All’incontro hanno preso parte giornalisti e alcune organizzazioni non governative.

Amnesty International, Human Rights First e Human Rights Watch hanno sollecitato gli Usa a porre fine alle detenzioni arbitrarie e ad allineare pienamente le pratiche di detenzione al diritto internazionale. Le organizzazioni hanno riconosciuto alcune recenti modifiche nella politica detentiva degli Usa in Afghanistan: è stata riconosciuta ai detenuti ‘la notifica del motivo del loro internamento’ ed è stato previsto il diritto ad ascoltare dei testimoni e porre domande ai rappresentanti del governo chiamati a deporre.

È noto che gli afgani percepiscono le operazioni di detenzione statunitensi come riservate e mancanti di un giusto processo‘ – ha affermato Sahr Muhammed Ally, responsabile di Human Rights First. ‘Gli Usa devono rimediare a questo problema e collocare queste pratiche nell’ambito di un appropriato quadro giuridico, coerente con il diritto internazionale e con quello afgano, che permetta ai detenuti di contestare la loro detenzione e fornisca loro gli strumenti sufficienti per farlo. Queste riforme sono una precondizione necessaria per creare in Afghanistan una stabilità di lunga durata basata sullo stato di diritto‘. 
 
Le tre organizzazioni hanno sollecitato gli Usa e l’Afghanistan a fare immediatamente ulteriori passi, tra cui un accordo  pubblico che dettagli le cause e le procedure di detenzione che sono coerenti col diritto internazionale e con quello afgano. 
 
Attualmente una fonte normativa statunitense, l’Autorizzazione all’uso della forza militare, è usata come base giuridica per le detenzioni sul territorio afgano. Questo testo è inadeguato perché non prevede che tutte le persone catturate in Afghanistan abbiano diritto alla protezione legale prevista dalla legge afgana e dal diritto internazionale, a prescindere da chi sia l’autorità che esercita il potere di detenzione.

In altre parole, chiunque sia detenuto in Afghanistan non ha diritto alle protezioni minime, inclusa la presenza di un avvocato e la possibilità di contestare le ragioni della detenzione di fronte a un tribunale indipendente e imparziale. La riforma statunitense continua a non prevedere questi diritti.
 
Il presidente Obama ha fatto qualcosa per rimediare agli errori dell’amministrazione Bush‘- ha affermato Rachel Reid, ricercatrice di Human Rights Watch sull’Afghanistan. ‘Ma gli Usa saranno molto più credibili nello spingere il governo afgano a rispettare l’autorità della legge, se inizieranno a riformare le loro stesse pratiche‘.
 
Gli Usa dovrebbero garantire trasparenza nelle loro operazioni di detenzione, permettendo alle organizzazioni per i diritti umani e alla Commissione indipendente afgana dei diritti umani, che ha il mandato legale per visitare i luoghi di detenzione sul territorio afgano, di visitare i detenuti. Il Comitato internazionale della Croce Rossa visita i detenuti che sono trattenuti per lunghi periodi di detenzione da parte degli Usa, ma le sue conclusioni sono confidenziali.
 
Gli Usa dovrebbero consentire agli organismi afgani e internazionali per i diritti umani di monitorare le nuove procedure di revisione dello status dei detenuti. Le procedure vigenti in Iraq, Afghanistan e a Guantánamo si collocano al di sotto degli standard legali internazionali.

La struttura detentiva di Bagram rappresenta il simbolo di come gli Usa operino in Afghanistan al di fuori di un adeguato sistema legale’- ha affermato Sam Zarifi, direttore del Programma Asia – Pacifico di Amnesty International. ‘Dati i concreti problemi dell’attuale sistema giudiziario afgano, gli Usa e il governo afgano devono immediatamente cominciare a stabilire una soluzione di lungo periodo che rispetti il diritto dei detenuti di avere i loro casi esaminati in un’aula di giustizia e di essere rilasciati se non si è colpevoli‘.