Grecia: rifugiati continuano a morire lungo rotte pericolose verso l'Europa - Amnesty International Italia

Grecia: rifugiati continuano a morire lungo rotte pericolose verso l’Europa

19 marzo 2013

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Le autorità dell’isola greca di Lesbo continuano a cercare i corpi dei richiedenti asilo morti in mare mentre cercavano di trovare, in Europa, riparo dalla guerra.

Dal 15 marzo, sono stati recuperati i corpi di sei cittadini siriani, tra cui una ragazza 17enne in stato di gravidanza e una madre coi suoi piccoli figli. Mancano all’appello altri tre siriani. I nove richiedenti asilo avevano tentato la traversata dalla Turchia il 6 marzo.

Lesbo è uno dei principali punti di passaggio per i migranti e i richiedenti asilo che cercano di entrare nel territorio dell’Unione europea attraverso la Grecia. Nel dicembre 2012, un’imbarcazione si era capovolta a poca distanza dall’isola, causando la morte di 21 persone, per lo più cittadini afgani.

Dall’estate 2012, con l’inasprirsi del conflitto in Siria, il numero delle persone in fuga da quel paese è aumentato, comprendendo anche molte famiglie con figli piccoli.

‘La Grecia sta rafforzando i controlli di confine a Evros, anche attraverso la barriera di 10 chilometri e mezzo ultimata nel dicembre 2012. Così, le persone prendono rotte sempre più pericolose. Questa tragedia era annunciata’ – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.

‘È fondamentale che le autorità greche garantiscano protezione a tutti i richiedenti asilo che raggiungono il paese. Purtroppo, a causa di un sistema d’asilo fortemente carente, le persone che fuggono dai conflitti e che approdano a Lesbo vengono fermate e trasferite in stazioni di polizia, in condizioni misere e di sovraffollamento, oppure lasciate a sé stesse in mezzo a una strada’ – ha aggiunto Dalhuisen.

‘Le autorità greche, inoltre, dovrebbero prendere misure urgenti per migliorare le condizioni di accoglienza e porre fine alla detenzione dei richiedenti asilo. I cittadini siriani privi di documenti non dovrebbero essere detenuti né dovrebbero essere oggetto di un decreto di espulsione; al contrario, le loro richieste d’asilo dovrebbero essere esaminate attraverso una procedura equa ed efficace’ – ha concluso Dalhuisen.

‘È veramente doloroso vedere la stessa tragedia ripetersi sulle coste della nostra isola’ – ha commentato Efi Latsoudi, attivista di Lesbo ed esponente del ‘Villaggio di tutti’, un gruppo di volontari che si occupano dei migranti e dei rifugiati quando manca il sostegno delle istituzioni statali.

(20 dicembre 2012) Grecia: richiedenti asilo e migranti perseguitati da operazioni di polizia ed estremisti di destra