Greta Thunberg e i venerdì per il futuro “Ambasciatori della coscienza” di Amnesty International - Amnesty International Italia

Greta Thunberg e i venerdì per il futuro “Ambasciatori della coscienza” di Amnesty International

17 settembre 2019

© Eric de Mildt

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Amnesty International ha insignito l’attivista Greta Thunberg e il movimento dei “Venerdì per il futuro” del premio “Ambasciatore della coscienza” 2019. La cerimonia si è svolta negli Usa, a Washington DC.

Il premio “Ambasciatore della coscienza” è il massimo riconoscimento di Amnesty International, col quale l’organizzazione per i diritti umani celebra persone che hanno mostrato un coraggio e una leadership speciali schierandosi dalla parte dei diritti umani: persone che hanno agito secondo la loro coscienza e il cui talento è fonte d’ispirazione per tanti altri.

Questo è un riconoscimento per milioni di persone, di giovani, che in ogni parte del mondo si sono uniti nel movimento chiamato ‘Venerdì per il futuro’. Tutti questi giovani senza paura combattono per il loro futuro. Un futuro che loro dovrebbero avere garantito, ma non è così“, ha dichiarato Greta Thunberg ricevendo il riconoscimento.

Noi, il movimento dei ‘Venerdì per il futuro’, stiamo combattendo per le nostre vite. Ma non solo. Stiamo combattendo per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti, per le future generazioni, per ogni singolo essere vivente sulla terra, di cui condividiamo la biosfera: quella biosfera che stiamo saccheggiando, quella biosfera che stiamo distruggendo. Noi stiamo combattendo per tutti“, ha aggiunto Greta Thunberg.

L’attivismo funziona. Quindi, quello che vi chiedo ora è di agire. Perché nessuno è troppo piccolo per fare la differenza. Voglio chiedere a ognuno di voi di prendere parte agli scioperi per il clima dal 20 al 27 settembre“, ha concluso Greta Thunberg.

Amnesty International ha scelto di premiare Greta Thunberg per le sue azioni, che hanno determinato una più grande sensibilizzazione sulla crisi climatica. La sua decisione di rinunciare ad andare a scuola ogni venerdì a partire dall’agosto del 2018 per protestare fuori dal parlamento svedese fino a quando non avesse affrontato in modo più serio l’emergenza climatica, ha dato vita al movimento dei “Venerdì per il futuro”, che ha mobilitato oltre un milione di giovani in ogni parte del mondo.

La cerimonia di consegna del riconoscimento si è svolta alla vigilia del Vertice popolare sul clima, sui diritti e sulla sopravvivenza umana, co-organizzato da Amnesty International. L’iniziativa, cui prenderanno parte numerosi leader di movimenti, vuole aumentare gli sforzi della comunità dei diritti umani in favore della giustizia climatica. Contemporaneamente, dal 20 al 27 settembre, i giovani di almeno 115 stati organizzeranno proteste sul clima.

Milioni di persone stanno già subendo le catastrofiche conseguenze di disastri il cui impatto viene amplificato dal cambiamento climatico. Sono giovani come Greta e quelli che prendono parte agli scioperi scolastici del movimento dei ‘Venerdì per il futuro’ a mostrarci che cambiare le cose è possibile“, ha dichiarato Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International.

Questi giovani leader hanno gettato la sfida. In un mondo che apaticamente sta scivolando verso la calamità, loro si sono erti come coscienza collettiva e hanno detto ‘quando è troppo è troppo’. Ci stanno chiedendo di smetterla di ignorare l’enorme dimensione della crisi climatica e di accampare scuse e pretendono che iniziamo a mobilitarci. È giunto il momento che ognuno di noi li segua. È necessario un movimento di massa per forzare i governi e le grandi imprese economiche a prendere misure che avrebbero dovuto assumere già da tempo“, ha aggiunto Naidoo.

Il premio Ambasciatore della coscienza è stato istituito nel 2002. La denominazione trae ispirazione dalla poesia “Dalla Repubblica della coscienza”, del poeta irlandese Seamus Heaney.

Tra le singole personalità e i movimenti che in precedenza sono stati insigniti del premio figurano Nelson Mandela, Malala Yousafzai, Harry Belafonte, Ai Weiwei, i Gruppi giovanili dell’Africa centro-occidentale, Angélique Kidjo, il movimento per i diritti dei popoli nativi del Canada, Alicia Keys e Colin Kaepernick.