Guantànamo: gli Usa rimpatriano il più giovane detenuto - Amnesty International Italia

Guantànamo: gli Usa rimpatriano il più giovane detenuto

2 ottobre 2012

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Il 29 settembre Omar Khadr, il più giovane tra i detenuti di Guantánamo, è stato rimpatriato dalle autorità militari statunitensi in Canada, il paese dove era nato nel 1987. Resterà in carcere fino all’estate del 2013, quando potrà chiedere la libertà vigilata.

Khadr era stato arrestato in Afghanistan nel 2002, all’età di 15 anni, ed era stato trasferito nel centro di detenzione statunitense sull’isola di Cuba. Sottoposto a maltrattamenti e torture, era stato processato da una commissione militare, le cui procedure non rispettano gli standard internazionali sui processi equi.

Nell’ottobre 2010, Khadr era stato condannato a 40 anni di carcere dopo aver ammesso la sua colpevolezza rispetto a cinque capi d’accusa previsti dall’Atto sulle commissioni militari del 2009, tra cui ‘omicidio in violazione delle leggi di guerra’ di un soldato statunitense in Afghanistan, nel 2002.

A seguito del patteggiamento, la condanna era stata ridotta a otto anni, da non sottrarre a quelli già trascorsi a Guantánamo, con la possibilità di essere estradato in Canada dopo 12 mesi.

I tribunali statunitensi, gli organismi delle Nazioni Unite e numerose Organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International, hanno ripetutamente denunciato le violazioni dei diritti umani cui Omar Khadr è stato sottoposto, tra le quali la sua detenzione arbitraria e la tortura e i maltrattamenti subiti. Le stesse autorità canadesi sono state chiamate in causa, per averlo sottoposto a interrogatori nel centro di detenzione di Guantánamo, nonostante la sua prigionia e il suo trattamento violassero il diritto internazionale.

Nonostante il presidente degli Usa Barack Obama si fosse impegnato a chiudere Guantánamo entro un anno dal suo insediamento, nel centro di detenzione statunitense restano ancora 166 uomini.