Guinea Equatoriale: grazia per l’ingegnere italiano Esono

3 Settembre 2026

Illustrazione di Gianluca Costantini

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È libero a seguito di una grazia presidenziale e in procinto di tornare in Italia, l’ingegnere pisano Fulgencio Obiang Esono, che ha trascorso un periodo infernale di otto anni nelle prigioni della Guinea Equatoriale.

Insieme al suo amico Francisco Micha, che viveva in Spagna dalla fine degli anni Novanta, nel 2018 Fulgencio era andato in Togo per ragioni di lavoro. I due erano risultati irrintracciabili per un periodo e quando si erano avute loro notizie erano già in Guinea Equatoriale, con ogni probabilità portati lì con un blitz dei servizi locali in territorio togolese.

Fulgencio, insieme ad oltre 100 imputati, era stato processato per l’accusa di aver preso parte, nel 2017 a un tentato colpo di stato contro il presidente equato-guineano Teodoro Obiang. Le condanne erano state pesantissime, fino a 90 anni di carcere. Fulgencio ne aveva presi quasi 60. Alla fine di agosto è arrivata, tramite un comunicato stampa della Farnesina, la notizia della grazia.

Pressoché ignorata nei primi anni trascorsi in isolamento in una delle prigioni più terribili del mondo, la cosiddetta “Spiaggia nera”, la vicenda del nostro connazionale è via via diventata nota e ha spinto la diplomazia italiana all’azione: grazie alla tenacia della difesa legale di Fulgencio, all’interessamento della stampa toscana, all’azione di parlamentari ed enti locali pisani, agli appelli di Amnesty International e anche alla recente visita in Guinea Equatoriale di papa Leone XIV.

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