Guinea: rapporto sul 'lunedì di sangue' dello scorso settembre - Amnesty International Italia

Guinea: rapporto sul ‘lunedì di sangue’ dello scorso settembre

24 febbraio 2010

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Guinea: rapporto sul ‘lunedi di sangue’ dello scorso settembre

(24 febbraio 2010)

Amnesty International ha sollevato l’allarme sul rischio che la Guinea viva una nuova fase di violazioni dei diritti umani se non si realizzeranno riforme urgenti delle forze di sicurezza e se i responsabili del massacro dello scorso anno continueranno a sfuggire alla giustizia. 
 
In un nuovo rapporto, che esamina il ‘lunedì di sangue’, il massacro del 28 settembre 2009, e le sue conseguenze, Amnesty International descrive una serie di riforme nel settore della sicurezza guineane, necessarie affinché sia garantito il rispetto dei diritti umani nel paese. 
 
Nel ‘lunedì di sangue’ e nelle ore successive, le forze di sicurezza della Guinea uccisero più di 150 persone e violentarono oltre 40 donne durante e dopo le proteste. Almeno 1500 persone furono ferite, molte altre furono vittime di ‘sparizione’ o vennero arrestate.
 
Almeno due alti ufficiali delle forze armate, che secondo l’Onu avrebbero responsabilità penale individuale per atti che costituiscono crimini contro l’umanità, rivestono ancora una posizione chiave nel gabinetto presidenziale guineano, nonostante la formazione di un nuovo governo di transizione. 
 
Il rapporto di Amnesty International denuncia esecuzioni extragiudiziali, torture e altri maltrattamenti, stupri, schiavitù sessuale e detenzioni arbitrarie ad opera della gendarmeria (un corpo d’elite delle forze armate della Guinea) e della polizia. Mette in luce, inoltre, come le armi e l’attrezzatura di sicurezza fornita da Sudafrica, Francia e altri paesi siano state utilizzate per i crimini perpetrati il 28 settembre 2009. 
 
La recente assistenza militare da parte di Cina, Francia e altri paesi alle forze armate guineane e alle unità di sicurezza responsabili del ‘lunedì di sangue’ è stata fornita senza prevedere un’adeguata protezione dei diritti umani e nonostante la decennale storia di violazioni di diritti umani da parte di queste unità.  

Ogni futura riforma delle forze di sicurezza della Guinea deve istituire il rispetto del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario e vietare  l’impunità delle forze di sicurezza responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. La comunità internazionale deve sostenere queste riforme affinché  siano in linea con il diritto internazionale e gli standard internazionali. 
 
Il 16 febbraio 2010 il governo francese ha reso nota l’intenzione di riprendere la cooperazione con la Guinea. Qualunque cooperazione che comporti l’assistenza tecnica o formazione relativa a forze armate o ad attrezzatura di sicurezza, come è stato fatto nel recente passato, può trasgredire l’attuale embargo dell’Unione europea verso la Guinea.
 
Amnesty International, nel suo rapporto, descrive l’esteso programma francese di assistenza alle forze di sicurezza guineane. Questo accresce le gravi preoccupazioni circa un nuovo programma di  assistenza nell’addestramento in materia di ordine pubblico nell’ambito di un progetto di maggiore espansione dei compiti di sicurezza interna della gendarmeria. Inoltre, il rapporto mette in evidenza l’autorizzazione a esportare gas lacrimogeni e armi antisommossa, emessa  tra il 2004 e il 2008, che non era stata resa pubblica né fatta conoscere al parlamento francese. 
 
Sono emerse anche prove relative a contratti con compagnie private e singoli individui, con base in Israele, Emirati Arabi Uniti e Sudafrica, relativi alla fornitura di servizi privati di controllo militare e di sicurezza durante il 2009. Sia le compagnie che i singoli privati hanno negato le attività illegali e si sono rifiutati di confermare ad Amnesty International la natura delle loro attività in Guinea.
 
Le prove ottenute da Amnesty International identificano alcune di queste persone in centri dove è stata addestrata una nuova giovane milizia, che probabilmente include minorenni, da istruttori stranieri e guineani verso la fine del 2009. Il rapporto include il racconto del primo testimone oculare del programma di addestramento di questa milizia.

Maggiori informazioni sono disponibili online