Honduras, condannati a 50 anni gli assassini di Berta Cáceres. Ma non basta! - Amnesty International Italia

Honduras, condannati a 50 anni gli assassini di Berta Cáceres. Ma non basta!

3 dicembre 2019

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Il 3 dicembre un tribunale dell’Honduras ha condannato a 34 anni di carcere Elvin Rápalo, Óscar Torres, Edilson Duarte e Henry Javier Hernández, giudicati colpevoli dell’omicidio di Berta Cáceres, la coraggiosa difensora dell’ambiente e dei diritti dei popoli nativi assassinata nel 2016.

I condannati dovranno scontare ulteriori 14 anni di carcere per il tentato omicidio di Gustavo Castro, un ambientalista messicano che si trovava in casa di Berta e che sopravvisse all’agguato.

Nella sentenza sono stati inoltre condannati a 30 anni di prigione Douglas Bustillo, Sergio Rodríguez e Mariano Díaz Chavez, anch’essi legati all’omicidio dell’attivista per l’ambiente, oltre a un ex alto ufficiale delle forze armate dell’Honduras.

La sentenza è un primo passo in avanti importante, ma non sufficiente per arrivare alla completa verità. Come ribadito dall’associazione Copinh (il Consiglio civico delle organizzazioni indigene e popolari dell’Honduras) di cui Berta Cáceres faceva parte, il verdetto non è ancora abbastanza.

Come sottolineano nel comunicato stampa diffuso dopo la sentenza, il governo dell’Honduras non deve “trovare altre scuse”, dato che “esistono prove sufficienti” per arrestare i mandanti di questo vile omicidio.

Berta Cáceres venne uccisa a colpi d’arma da fuoco il 2 marzo 2016 da uomini armati entrati nella sua casa a Intibucá.

Berta e l’associazione Copinh avevano lanciato una campagna contro il progetto di costruzione di una diga per la produzione di energia idroelettrica chiamato Agua Zarca, a causa dell’impatto che avrebbe avuto sul territorio del popolo Lenca.

Berta ha perso la vita per aver lottato contro quel progetto, che continua a rappresentare una grave minaccia per la vita degli altri esponenti della Copinh e delle altre organizzazioni che contestano l’attuazione dei progetti economici nel territorio Lenca, come il Movimento indigeno Lenca indipendente di La Paz (Milpah).

Dopo l’assassinio di Berta, abbiamo documentato una serie di minacce e stigmatizzazioni nei confronti di coloro che cercano giustizia per lei o portano all’attenzione dell’opinione pubblica le azioni di potenti imprese industriali contro le comunità locali di contadini e popoli nativi.