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Le associazioni e il team dei legali dell’Hub for Defenders esprimono forte preoccupazione per il decreto in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre 2026.
Il provvedimento introduce nuove fattispecie penali, inasprisce le pene per condotte commesse durante le manifestazioni e amplia gli strumenti di prevenzione e coercizione, con il rischio di restringere ulteriormente lo spazio civico e di scoraggiare la partecipazione alla vita pubblica.
Dal suo insediamento, nell’ottobre 2022, il governo Meloni ha promosso una serie di interventi normativi in materia di sicurezza e ordine pubblico, attraverso decreti-legge e disegni di legge, alcuni già entrati in vigore e altri ancora in discussione, che hanno progressivamente ampliato gli strumenti repressivi e le sanzioni penali incidendo anche sulle forme di protesta e sull’esercizio del diritto costituzionale di manifestare.
Il diritto di riunirsi pacificamente e di manifestare il proprio dissenso deve essere tutelato sempre, anche quando le posizioni espresse sono scomode o fortemente critiche nei confronti delle istituzioni. La risposta alla violenza non può essere l’ennesimo decreto sicurezza che amplia il ricorso alla militarizzazione delle città e alla repressione penale e preventiva, rischiando di confondere la partecipazione a una manifestazione con le responsabilità individuali per eventuali reati.
Particolarmente preoccupanti sono le disposizioni che riguardano le persone minorenni. Viene introdotta una presunzione relativa della capacità di intendere e di volere per le persone tra i 14 e i 18 anni, lasciando la mera possibilità di provare il contrario e si interviene sulle norme del processo penale minorile per adeguarle a questa modifica. Si tratta di un cambiamento significativo: la valutazione della maturità e della capacità individuale rischia di essere sostituita da una presunzione che sposta sul minore l’onere di dimostrare la propria incapacità.
Queste e le altre misure introdotte, come la sanzione fino a 2.000 euro ai genitori come risarcimento dei danni arrecati a beni pubblici e il divieto per le persone minorenni di radunarsi con specifiche persone in luoghi pubblici, rischiano di privilegiare la punizione rispetto all’analisi dei bisogni, alla prevenzione e al sostegno educativo.
Le persone minorenni hanno diritto a un sistema di giustizia che tenga conto della loro età, della loro condizione individuale e delle possibilità di recupero e reinserimento. Ogni intervento deve rispettare le garanzie della giustizia minorile e il superiore interesse del minore, investendo nell’educazione, nell’inclusione e nel sostegno alle famiglie.
L’Hub for Defenders è uno strumento nazionale di protezione dello spazio civico e delle libertà fondamentali, promosso da una rete di associazioni della società civile tra cui ARCI, A SUD, Un Ponte Per, Amnesty International Italia, Giuristi Democratici, Legal Team Italia.
Nasce per offrire protezione e sostegno alle persone attiviste e a chi si impegna nella difesa dei diritti umani, in un contesto nel quale chi denuncia ingiustizie, promuove mobilitazioni o prende parte a iniziative di protesta può essere esposto a intimidazioni, procedimenti giudiziari e altre forme di pressione.
Attraverso un servizio di supporto e orientamento, l’Hub mette in relazione le persone attiviste con professionalità e competenze in ambito legale, psicologico e digitale, per individuare risposte adeguate ai rischi e alle vulnerabilità che possono incontrare.
Difendiamo chi difende la libertà di protesta.
Telefono e WhatsApp: +39 353 495 3606
E-mail: hub4defenders@proton.me
Uffici stampa:
Valerio Bianchi – Arci – 3200885573 – vbianchi@arcinazionale.it
Alessandro Coltrè – A Sud – 3891786343 – alessandrocoltre@asud.net
Cecilia Dalla Negra – Un Ponte Per – 3396641600 – cecilia.dallanegra@unponteper.it
Carolina Bruni – Amnesty International Italia – c.bruni@amnesty.it