Idlib, Amnesty International: “La vita di milioni di civili dipende dall’esito del vertice di Teheran” - Amnesty International Italia

Idlib, Amnesty International: “La vita di milioni di civili dipende dall’esito del vertice di Teheran”

5 settembre 2018

Ibrahim Hatip/Anadolu Agency/Getty Images

Tempo di lettura stimato: 3'

Alla vigilia del vertice di Teheran tra Russia, Turchia e Iran, previsto nella capitale iraniana venerdì 7 settembre, la direttrice delle campagne sul Medio Oriente di Amnesty International Samah Hadid ha rilasciato la seguente dichiarazione:

La vita di milioni di persone a Idlib è nelle mani di Russia, Turchia e Iran, i tre paesi che hanno più influenza su tutte le parti in conflitto nella zona. In questo vertice decisivo, sta a loro assicurare che la popolazione civile sia protetta dagli incessanti attacchi che hanno caratterizzato buona parte di questo brutale conflitto”.

Lo scioccante numero di civili uccisi e di crimini di guerra cui abbiano recentemente assistito in altre parti della Siria come Aleppo Est, la Ghuta orientale e Daraa non deve ripetersi a Idlib. È fondamentale che tutte le parti in conflitto non attacchino i civili, garantiscano passaggi sicuri a coloro che vogliono fuggire e assicurino, senza porre ostacoli, l’arrivo degli aiuti umanitari a tutti i civili che ne hanno bisogno”.

La situazione umanitaria a Idlib, con due milioni di abitanti e 700.000 profughi pervenuti da altre zone della Siria, è già drammatica: l’accesso a servizi fondamentali come cure mediche, acqua potabile e istruzione è scarso e la maggior parte della popolazione fa affidamento sugli aiuti. I residenti non potrebbero sopportare le conseguenze di un’ennesima offensiva col ricorso a tattiche vietate dal diritto internazionale come la riduzione alla fame i bombardamenti indiscriminati”.

La comunità internazionale deve agire immediatamente per premere sul governo siriano, sui gruppi armati dell’opposizione e sui rispettivi alleati affinché sia rispettato il diritto internazionale umanitario e si eviti un’ulteriore catastrofe umanitaria”.

FINE DEL COMUNICATO

Roma, 5 settembre 2018

Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it