Il governo nigeriano deve proteggere la popolazione dagli attacchi di Boko Haram - Amnesty International Italia

Il governo nigeriano deve proteggere la popolazione dagli attacchi di Boko Haram

25 gennaio 2012

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Dopo l’ennesimo attacco mortale compiuto dalla setta armata Boko Haram nella città di Kano, Amnesty International ha sollecitato il governo federale della Nigeria a proteggere la popolazione e a istituire una commissione indipendente che indaghi sull’ultima ondata di attentati.

La popolazione del nord della Nigeria è intrappolata in un ciclo di violenza, alimentata dagli orribili crimini compiuti da Boko Haram e dalle violazioni dei diritti umani causate dalle forze di sicurezza antiterrorismo.

Il 21 gennaio, Boko Haram ha attaccato otto distinti obiettivi nel centro di Kano. Negli attentati e nelle successive sparatorie tra i membri della setta e le forze di sicurezza sono rimaste uccise almeno 186 persone, tra cui agenti di polizia, loro familiari e persone che vivevano nei pressi delle esplosioni. La giornalista Enenche Akogwu è stata assassinata nei presso del palazzo del governo.

Boko Haram aveva annunciato già dallo scorso agosto che, se il governo non avesse rilasciato i suoi membri detenuti nelle prigioni dello stato di Kano, avrebbe attaccato. Numerosi presunti membri di Boko Haram sono evasi nel corso degli attentati del 21 gennaio. Cinque giorni prima, era riuscito a evadere anche il principale sospettato della strage di Natale, che aveva provocato almeno 37 morti.

Nel 2011, gli attacchi di Boko Haram, spesso diretti contro agenti di polizia e funzionari del governo, hanno provocato almeno 500 morti. Dallo scorso giugno sono stati presi di mira anche i bar e i locali pubblici dove si vende birra. Alla fine dell’anno, la situazione è ulteriormente degenerata, con gli attacchi contro le comunità cristiane.

La risposta del governo, oltre a non garantire sicurezza alla popolazione, ha è anche comportato violazioni dei diritti umani. Donne e bambini non sospettati di alcun reato sono stati arrestati nel corso dei rastrellamenti e sottoposti a maltrattamenti per estorcere informazioni sui parenti maschi, sospettati di far parte di Boko Haram. Molte delle persone in carcere non vengono processate a causa dell’imperizia della polizia nel raccogliere elementi di prova. La polizia fa spesso ricorso a un uso eccessivo della forza letale. A loro volta, gli agenti sono male addestrati ed equipaggiati: a volte non vengono neanche dotati di manette o giubbotti antiproiettile.