Il Guatemala deve fermare le uccisioni delle donne - Amnesty International Italia

Il Guatemala deve fermare le uccisioni delle donne

8 marzo 2011

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Amnesty International ha sollecitato le autorità del Guatemala ad agire per porre fine all’alto numero di uccisioni di donne e per portare di fronte alla giustizia i responsabili.

Secondo i dati ufficiali, solo nel 2010 sono state assassinate 685 donne, in una cultura dell’impunità derivante dal conflitto interno del periodo 1960-1996 che produsse centinaia di migliaia di violazioni dei diritti umani rimaste senza responsabili.

Le donne in Guatemala muoiono perché lo stato non le protegge. L’alto livello di violenza e la mancanza di volontà politica, insieme alla pregressa impunità, fanno sì che le autorità sono incapaci di punire i responsabili o semplicemente se ne disinteressano. Il risultato è che i responsabili sanno che le loro azioni resteranno senza conseguenze. Questa cultura di violenza e impunità deve finire, i diritti umani delle donne devono essere rispettati e protetti‘ – ha dichiarato Sebastian Elgueta, ricercatore sul Guatemala di Amnesty International, che ha aggiunto: ‘Approvare leggi non basta. Il governo deve avviare indagini efficaci sulle uccisioni, migliorare la formazione delle forze di polizia e garantire che le inchieste producano risultati concreti‘.

Nonostante nel 2008 il Congresso guatemalteco abbia adottato una legge che specifica una serie di crimini di violenza contro le donne, istituisce tribunali speciali e individui particolari procedure penali per determinare la sentenza, meno del 4% dei casi di omicidio terminano con la condanna dei responsabili.

Il genere delle vittime risulta spesso un fattore determinante nelle motivazioni dell’omicidio, nel modo in cui le autorità reagiscono e nella maniera in cui viene commesso l’omicidio: le donne vengono sovente assassinate dopo aver subito efferate brutalità, stuprate, mutilate e squartate.

Durante il conflitto interno del 1960-1996, per il quale le Nazioni Unite hanno usato il termine genocidio, morirono oltre 200.000 persone. La violenza sessuale contro le donne fu tra le più sistematiche violazioni dei diritti umani. Contro gli autori, appartenenti alle forze dello stato, non sono mai state aperte indagini approfondite e questo ha incoraggiato il clima di impunità e di indifferenza alla violenza che continua a contraddistinguere la società guatemalteca.