Il prezzo pagato dai civili per la guerra degli Usa in Somalia - Amnesty International Italia

Il prezzo pagato dai civili per la guerra degli Usa in Somalia

28 giugno 2019

Tempo di lettura stimato: 3'

di Abdullahi Hassan ed Ella Knight, ricercatrici di Amnesty International

Dal 2017, le operazioni militari degli Usa in Somalia sono aumentate drammaticamente. Ma gli Usa negano. Negli ultimi due anni hanno lanciato circa 120 attacchi aerei, sia con droni senza pilota sia con aerei pilotati (di cui già 35 nel 2019).

Gli Usa stanno combattendo a fianco del governo somalo contro al-Shabaab, un gruppo armato che controlla ampie aree del paese e che attacca sistematicamente e deliberatamente i civili. A marzo 2017, il presidente Trump ha approvavo la designazione di zone della Somalia meridionale come “aree di ostilità attive“, rendendo così più facile per le forze armate, secondo le norme statunitensi, effettuare attacchi aerei a più ampio raggio e con minore precisione e attenzione rispetto alle conseguenze per i civili.

Amnesty International ha indagato su cinque attacchi aerei sulla regione del Basso Shabelle, che si sono verificati tra aprile 2017 e dicembre 2018. Ha trovato prove attendibili della morte di 14 civili, inclusi bambini.

Nello stesso periodo, gli Usa hanno realizzato almeno altre 76 incursioni aeree in altre regioni, facendo pensare che il numero reale delle vittime sia significativamente più alto.

Malgrado gli attacchi aerei statunitensi si siano moltiplicati, al-Shabaab continua spavaldamente ad attaccare i civili, in Somalia e anche oltre i suoi confini.

Il 28 febbraio 2019, il gruppo ha ucciso almeno 25 persone e ne ha ferite 131 in attacchi a hotel e ristoranti lungo la Makka Al-Mukarama, una delle strade più trafficate di Mogadiscio. Il 15 gennaio 2019, il gruppo ha rivendicato l’attacco all’hotel DusitD2 di Nairobi, in Kenya, dove sono morte almeno 21 persone.

In centinaia di ore di interviste durante la missione di ricerca a Mogadiscio nell’ottobre 2018 e in decine di telefonate realizzate da allora, abbiamo ascoltato storie devastanti di vite distrutte dagli attacchi di al-Shabaab e dalle incursioni aeree degli Usa.

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