In Italia da Francia, Russia e Uganda quattro attivisti per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate - Amnesty International Italia

In Italia da Francia, Russia e Uganda quattro attivisti per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

6 giugno 2013

Tempo di lettura stimato: 5'

In occasione del Pride nazionale, che si terrà a Palermo il 22 giugno, Amnesty International Italia ospiterà  quattro attivisti per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) provenienti da Francia, Russia e Uganda.

Dal 10 al 22 giugno, saranno in Italia  Giovanna Rincon Murillo, attivista transgender dell’associazione Acceptess-t (Francia), Mathieu Nocent dell’associazione Inter-Lgbti (Francia), Anton Kuzmin dell’associazione Comingout (Russia) e Kasha Jacqueline Nabagesera, attivista di Freedom & Roam (Uganda), vincitrice del prestigioso premio per i difensori dei diritti umani Martin Ennals.

I quattro attivisti prenderanno parte a incontri istituzionali e a diverse iniziative organizzate dai Gruppi locali di Amnesty International Italia in diverse città tra cui Bologna, Firenze, Mantova, Milano, Roma e Teramo.  Promuoveranno inoltre l’appello di Amnesty International perché vi sia giustizia per Noxolo Nogwaza, attivista Lgbti sudafricana uccisa nel 2011 a causa del suo orientamento sessuale.

Leggi il programma dettagliato del tour

Ulteriori informazioni

Anton Kuzmin

Nato nel 1986 a San Pietroburgo, Russia, ha studiato scienze umanitarie e ha conseguito il diploma specialistico in ingegneria biomedica presso l’Electrotechnical University di San Pietroburgo. Nel 2010 entra a far parte dell’United Methodist Church e, contemporaneamente, dell’associazione per la tutela dei diritti delle persone Lgbti Comingout, con sede a San Pietroburgo.

Dal 2011 lavora come coordinatore del gruppo di missione per l’Eurasia per la Chiesa Metodista dove coordina il Forum dei credenti Lgbti. Dal 2012 è impegnato, a titolo volontario, come coordinatore dei traduttori presso l’associazione Comingout. Si interessa di dialogo interreligioso, opere di riconciliazione, cura pastorale dei credenti Lgbti e dei movimenti per i diritti umani.

Giovanna Rincon Murillo

È un’attivista transgender, nata in Colombia, direttrice di Acceptess-t, un’associazione francese che si occupa della tutela dei diritti delle persone transgender in Francia e che fa parte della federazione di associazioni Lgbti francese Inter-Lgbti.

Kasha Jacqueline Nabagesera

Attivista ugandese, fondatrice e direttrice esecutiva dell’organizzazione per i diritti delle persone Lgbti Freedom & Roam Uganda. Nel 2011 ha ricevuto il premio per i difensori dei diritti umani Martin Ennals, conferitole, secondo Amnesty International,  perché il premio ‘riconosce a Kasha il suo grande coraggio e impegno nel combattere la discriminazione e la violenza contro le persone Lgbti in Uganda’.

Mathieu Nocent

Dal 2008 è attivista per i diritti delle persone Lgbti. Ha iniziato il suo impegno seguendo le campagne per i diritti delle famiglie Lgbti presso l’Association des Parents et Futurs Parents Gays et Lesbiens, associazione di famiglie Lgbti in Francia.

Successivamente è entrato nel comitato direttivo dell’associazione di cui è responsabile e portavoce. Nel settembre 2012 entra a far parte, come cosegretario dell’organo direttivo, dell’associazione Inter-Lgbti, federazione di 60 organizzazioni Lgbti, comitati affiliati a partiti politici e/o sindacati, che lotta contro le discriminazioni delle persone Lgbti e per l’uguaglianza dei diritti, per il diritto alla salute e al benessere delle persone Lgbti. Tra le richieste dell’associazione, il diritto al matrimonio per le coppie dello stesso sesso, il riconoscimento giuridico di genitori dello stesso sesso, la promozione di un ambiente inclusivo nelle scuole e nei luoghi di lavoro, la promozione dei diritti delle persone transgender. Inter – Lgbti è tra le associazioni che, ogni anno, organizzano il Pride in Francia.

FINE DEL COMUNICATO                                                      Roma, 7 giugno 2013

Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
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