Inchiesta dell'esercito israeliano su Cana 'palesemente inadeguata' - Amnesty International Italia

Inchiesta dell’esercito israeliano su Cana ‘palesemente inadeguata’

2 agosto 2006

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Amnesty International: l’inchiesta dell’esercito israeliano su Cana ‘palesemente inadeguata’

CS87-2006: 03/08/2006

L’inchiesta condotta dalla Forza di difesa israeliana (Idf) sull’attacco missilistico di Cana è, per Amnesty International, palesemente inadeguata e rende più stringente la necessità di inviare urgentemente nella zona la Commissione internazionale di accertamento dei fatti.

Non possiamo consentire che alcuna inchiesta su Cana termini con l’insabbiamento dei fatti. Occorre un’indagine indipendente, che possa considerare tutte le notizie di gravi violazioni del diritto umanitario commesse nel conflitto. I membri della Commissione dovrebbero avere accesso a entrambi i lati del confine israelo-libanese e poter parlare con i sopravvissuti agli attacchi così come con le parti coinvolte nel conflitto‘ – ha dichiarato Kate Gilmore, vicesegretaria generale di Amnesty International. ‘Non è sufficiente che l’esercito israeliano indaghi su se stesso, dati i precedenti di mancate indagini sulle morti di civili o di indagini inadeguate‘ – ha aggiunto Gilmore.

Secondo le conclusioni dell’inchiesta dell’Idf, l’esercito israeliano ‘ha agito sulla base di informazioni secondo cui nell’edificio non vi erano civili‘. Tuttavia, i sopravvissuti, intervistati dai ricercatori di Amnesty International giunti a Cana poco dopo l’attacco, hanno dichiarato che si trovavano nell’edificio da circa due settimane e che la loro presenza avrebbe dovuto essere notata dagli aerei spia israeliani che, in quei giorni, avevano sorvolato ripetutamente la zona.

Amnesty International precisa che i preavvisi di evacuazione trasmessi dall’esercito israeliano alla popolazione civile non assolvono Israele dalle responsabilità che gli derivano dalle norme consuetudinarie del diritto umanitario. Lanciare intenzionalmente un attacco sproporzionato o indiscriminato o colpire deliberatamente civili od obiettivi civili costituisce un crimine di guerra. Inoltre, sottolinea Amnesty International, il concetto di ‘zona di libero fuoco’ è incompatibile con le norme del diritto umanitario.

Amnesty International chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto di accettare l’invio urgente della Commissione internazionale d’accertamento dei fatti. Questo organismo, istituito dall’articolo 90 del I Protocollo relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali, ha il compito di indagare su casi in cui vengono denunciate gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra e dello stesso Protocollo. Il ruolo della Commissione sarà essenziale per stabilire la verità dei fatti in modo indipendente e autorevole e potrà fungere da deterrente nei confronti di ulteriori abusi ad opera delle parti in conflitto.

FINE DEL COMUNICATO                           Roma, 3 agosto 2006

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