Indonesia: tre esecuzioni - Amnesty International Italia

Indonesia: tre esecuzioni

21 settembre 2006

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Indonesia: Amnesty International condanna le tre esecuzioni

CS105-2006: 22/09/2006

L’esecuzione, avvenuta ieri in Indonesia, di Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwu, rappresenta un grave passo indietro nella battaglia per l’abolizione della pena di morte nel mondo. È quanto afferma Amnesty International, che si dice profondamente addolorata per il fatto che le esecuzioni siano state portate a termine, nonostante negli ultimi mesi questi tre casi avessero avviato un ampio dibattito sull’uso della pena capitale in Indonesia.

In un mondo che continua ad affrancarsi dalla pena di morte, le tre esecuzione di ieri costituiscono un’anomalia. Questi omicidi di Stato sono tanto più inaccettabili in quanto vi erano forti dubbi sull’equità del processo.

Tibo, da Silva e Riwu erano stati condannati a morte dal tribunale distrettuale di Palu (Sulawesi centrale), nell’aprile 2001, per omicidio premeditato e incitamento alla rivolta, negli sviluppi di un conflitto etnico che aveva incendiato il distretto di Poso nel maggio 2000. Secondo quanto verificato da Amnesty International, il processo era stato iniquo. La giuria aveva ignorato le dichiarazioni dei testimoni chiamati dalla difesa; il processo si era svolto in un clima di intimidazione, con l’esterno del tribunale presidiato da manifestanti armati di pietre che chiedevano la condanna a morte dei tre imputati e con gli avvocati difensori minacciati di morte; infine, una bomba era stata rinvenuta nell’abitazione di uno dei consulenti della difesa. Tuttavia, le autorità indonesiane non avevano ritenuto opportuno riesaminare il verdetto.

In qualità di Stato membro del Consiglio dei diritti umani e avendo da poco ratificato il Patto internazionale dei diritti civili e politici, l’Indonesia ha perso ieri l’opportunità di imitare le Filippine – che hanno abolito la pena di morte a giugno – e alimentare in Asia sudorientale la tendenza verso un maggiore rispetto dei diritti umani con la protezione del principale di essi, quello alla vita.

Almeno 90 persone si trovano nei bracci della morte indonesiani. Le tre esecuzioni di ieri sono le prime registrate da Amnesty International dal maggio 2005 e alimentano i timori che ve ne possano essere ulteriori.

Amnesty International chiede alle autorità indonesiane di assumere misure immediate verso l’abolizione della pena di morte, sospendendo le esecuzioni in programma e commutando tutte le condanne a morte.

FINE DEL COMUNICATO                                             Roma, 22 settembre 2006

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