Iraq: negati i diritti fondamentali a migliaia di detenuti - Amnesty International Italia

Iraq: negati i diritti fondamentali a migliaia di detenuti

5 marzo 2006

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Rapporto di Amnesty International sull’Iraq: diritti fondamentali negati a migliaia di detenuti

CS26-2006: 06/03/2006

Un nuovo rapporto di Amnesty International denuncia oggi che migliaia di persone sotto la custodia della Forza multinazionale a guida Usa (Mnf) sono intrappolate in un sistema di detenzione arbitraria che nega loro i fondamentali diritti umani. Allo stesso tempo, aumentano le prove sull’uso della tortura ai danni dei prigionieri da parte delle forze di sicurezza irachene sostenute dall’Mnf.

Tre anni dopo aver rovesciato Saddam Hussein, l’alleanza guidata dagli Usa non ha preso misure che rispettino i diritti fondamentali delle persone detenute sotto la sua custodia e li tutelino dalla tortura o da altri abusi. Il sistema di detenzione che è stato istituito è arbitrario e costituisce un focolaio di possibili abusi‘ – ha dichiarato Amnesty International.

Alcuni detenuti sono sotto la custodia dell’Mnf da oltre due anni, senza accusa né processo e senza che venga loro data un’opportunità adeguata di contestare i motivi della detenzione. Essi rischiano di rimanere in carcere per altri anni sulla base di informazioni cui non possono avere accesso. Il sistema che gli Usa e il Regno Unito hanno adottato per riesaminare i casi dei detenuti non rispetta gli standard internazionali, tra cui la necessità di una supervisione giudiziaria. Ai detenuti viene inoltre costantemente negato l’accesso agli avvocati e alle loro famiglie.

Il rapporto ‘Oltre Abu Ghraib. Detenzione e tortura in Iraq’ pone l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani di cui l’Mnf è direttamente responsabile ma mette anche in evidenza le crescenti prove sull’uso della tortura da parte delle forze di sicurezza irachene che operano congiuntamente all’Mnf, compresa la cosiddetta ‘Brigata Lupo’, alle dipendenze del ministero degli Interni iracheno. Amnesty International ha ricevuto notizie di prigionieri deceduti mentre si trovavano sotto la custodia dell’Mnf e teme che questi casi non siano stati adeguatamente indagati e che i responsabili non siano stati chiamati a rispondere sul piano giudiziario del proprio operato. Le indagini compiute dagli Usa e dal Regno Unito sugli abusi commessi dalle proprie forze si sono di solito concentrate su militari di basso grado e le sentenze non sono state commisurate alla gravità dei reati commessi.

Per mantenere viva la speranza che l’Iraq cessi di scivolare lungo un crinale di violenza e divisione tra fazioni, è indispensabile che tanto l’Mnf quanto le autorità irachene adottino misure urgenti che ribadiscano l’importanza del rispetto dei diritti umani fondamentali. In particolare, esse dovranno assicurare che i diritti dei detenuti siano pienamente rispettati, che tutte le denunce di tortura o di altri abusi siano oggetto di indagini celeri e indipendenti e, infine, che chi ha ordinato o compiuto abusi, a prescindere dal grado gerarchico, sia portato di fronte alla giustizia.

Il diritto internazionale dei diritti umani applicabile in Ira q e la stessa legislazione irachena contengono garanzie per proteggere i diritti fondamentali delle persone che si trovano in stato di detenzione, compreso il diritto a non essere sottoposti a tortura e maltrattamenti. È più che mai giunto il momento che tutte le parti coinvolte nel conflitto inizino a rispettare le norme cui sono e restano legalmente vincolate’ – afferma Amnesty International.

FINE DEL COMUNICATO                                                                Roma, 6 marzo 2006

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