Israele accelera i piani per l'espansione degli insediamenti dopo il voto dell'Unesco - Amnesty International Italia

Israele accelera i piani per l’espansione degli insediamenti dopo il voto dell’Unesco

3 novembre 2011

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Amnesty International ha affermato che il governo israeliano deve fermare i piani per espandere le costruzioni negli insediamenti illegali in Cisgiordania e non dar seguito alle proposte di sospendere il trasferimento mensile delle tasse che riscuote per conto dell’Autorità palestinese.

Ampliamento degli insediamenti illegali: questa pare essere la risposta di Israele al tentativo dell’Autorità palestinese e dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, di ottenere un più ampio riconoscimento internazionale, che il 1° novembre si è concretizzato nell’ammissione della Palestina all’Unesco. Gli Usa, dal canto loro, all’indomani della decisione adottata dall’Unesco con ampio consenso internazionale, hanno tagliato i fondi all’organo delle Nazioni Unite.

Secondo quanto annunciato dal primo ministro Benjamin Netanyahu il 3 novembre, Israele progetta di costruire 2000 unità abitative negli insediamenti situati nei Territori palestinesi occupati, tra cui Gerusalemme Est, Ma’aleh Adumim e Gush Etzion. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato che queste aree ‘rimarranno, in qualsiasi futuro accordo, parte di Israele’.

Se attuata, la proposta di sospendere il trasferimento delle tasse comporterebbe il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti pubblici della Cisgiordania e potrebbe pregiudicare l’accesso della popolazione palestinese a servizi essenziali, come la salute e l’istruzione.

Amnesty International continua a chiedere la fine immediata della costruzione e dell’espansione degli insediamenti e delle strutture a essi collegate nei Territori palestinesi occupati.

Istituendo e mantenendo insediamenti civili nei territori, il governo israeliano viola il diritto internazionale. Quando una potenza occupante adotta ufficialmente la politica di trasferire parte della sua popolazione civile nel territorio occupato, ciò costituisce un crimine di guerra e come tale può essere oggetto di un’indagine della Corte penale internazionale.

La politica israeliana è inoltre discriminatoria e perpetua le violazioni dei diritti umani ai danni dei palestinesi che vivono nella Cisgiordania occupata, in particolare i loro diritti a un alloggio, a una quantità d’acqua e a uno standard di vita adeguati.

‘Invece di accelerare la costruzione degli insediamenti nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, Israele dovrebbe immediatamente porre fine a questa espansione, come primo passo in vista della rimozione degli insediamenti illegali dai Territori palestinesi occupati una volta per tutte’ – ha dichiarato Philip Luther, vicedirettore per il Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International. ‘I membri del Quartetto, e in particolare gli Usa, dovrebbero sollecitare Israele a fermare la sua politica degli insediamenti’.