Israele-Gaza: rapporto Goldstone decisivo per la giustizia - Amnesty International Italia

Israele-Gaza: rapporto Goldstone decisivo per la giustizia

16 settembre 2009

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Israele-Gaza: l’attuazione delle raccomandazioni della Missione Goldstone è decisiva ai fini della giustizia

CS116: 16/09/2009

Amnesty International ha chiesto a tutti gli organismi delle Nazioni Unite di agire immediatamente e in modo coordinato per attuare le raccomandazioni emerse dal rapporto della Missione Goldstone sulle violazioni del diritto internazionale commesse a Gaza e nel sud d’Israele tra dicembre 2008 e gennaio 2009.
 
Il Consiglio Onu dei diritti umani deve fare proprio il rapporto e le sue raccomandazioni e chiedere al Segretario generale di trasmetterlo al Consiglio di sicurezza‘ – ha dichiarato Donatella Rovera, che ha guidato le indagini di Amnesty International sul conflitto a Gaza e in Israele. ‘Il Consiglio di sicurezza e altri organismi delle Nazioni Unite devono prendere tutti i provvedimenti necessari per garantire che le vittime ricevano la giustizia e la riparazione dovute e che i responsabili dei crimini non rimangano impuniti‘.
 
Nonostante le evidenti prove relative ai crimini di guerra e ad altre gravi violazioni del diritto internazionale emerse durante e dopo il conflitto, sia Israele che Hamas non hanno condotto indagini credibili e sottoposto a procedimenti i responsabili. Il Consiglio di sicurezza ha condannato gli attacchi contro i civili nel corso del conflitto e ha sollecitato ambo le parti al rispetto del diritto internazionale ma finora ha chiuso gli occhi sui crimini di guerra e su altre gravi violazioni dei diritti umani commesse su entrambi i fronti.
 
Ora la comunità internazionale, e in particolare il più potente organismo dell’Onu, il Consiglio di sicurezza, ha il dovere di prendere tutte le misure necessarie affinché le vittime abbiano giustizia e i responsabili siano puniti‘ – ha aggiunto Rovera. ‘Se Israele e Hamas non svolgeranno indagini serie entro un periodo stabilito e breve di tempo, il Consiglio di sicurezza dovrà trasmettere le conclusioni del rapporto Goldstone al procuratore della Corte penale internazionale‘.
 
La Missione di accertamento dei fatti diretta dal giudice Goldstone, istituita dal Consiglio Onu dei diritti umani, ha reso note le sue raccomandazioni in un rapporto di 575 pagine diffuso martedì 15 settembre. Sia le forze armate israeliane che i gruppi armati palestinesi si sono resi responsabili, secondo il rapporto, di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità.
 
Le conclusioni del rapporto riecheggiano quelle delle missioni di ricerca svolte da Amnesty International sui 22 giorni di conflitto, nel corso del quale sono stati uccisi circa 1400 palestinesi e nove israeliani. La maggior parte dei palestinesi uccisi dalle forze israeliane erano civili non armati e almeno 300 di essi erano bambini. I razzi lanciati dai palestinesi hanno ucciso tre civili israeliani e sei soldati, mentre altri quattro militari israeliani sono stati uccisi dal ‘fuoco amico’. Le forze israeliane hanno inoltre condotto attacchi sconsiderati e su larga scala, riducendo in rovina intere zone di Gaza e hanno usato palestinesi come scudi umani.
 
Amnesty International ha accolto con soddisfazione le raccomandazioni della Missione Goldstone sottolineando che, se verranno attuate, rafforzeranno la speranza di ottenere giustizia per le vittime e punizioni per i responsabili. L’organizzazione sollecita:

il Consiglio Onu dei diritti umani a far proprie le raccomandazioni della Missione Goldstone,  esaminare regolarmente la loro attuazione, chiedere al Segretario generale di trasmettere il rapporto al Consiglio di sicurezza e, a quest’ultimo, di sottoporlo al procuratore della Corte penale internazionale, se Israele e Hamas non saranno in grado di assicurare giustizia alle vittime;
il Segretario generale dell’Onu a trasmettere senza indugio il rapporto al Consiglio di sicurezza;
il Consiglio di sicurezza a istituire immediatamente un comitato di esperti per supervisionare e valutare eventuali procedure interne avviate da Israele e dall’amministrazione de facto di Hamas a Gaza e a richiedere che entrambe le parti riferiscano entro sei mesi su quali indagini e procedimenti indipendenti abbiano condotto sulle gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario commesse nel corso del conflitto;
ancora il Consiglio di sicurezza, a trasmettere le conclusioni del rapporto Goldstone al procuratore della Corte penale internazionale, se Israele e Hamas non svolgeranno indagini serie entro un periodo stabilito e breve di tempo;
l’Assemblea generale dell’Onu a chiedere al Consiglio di sicurezza di riferire sulle misure prese dalle parti per assicurare l’incriminazione dei responsabili delle gravi violazioni del diritto internazionale e di istituire un fondo per pagare adeguati risarcimenti alle vittime di entrambe le parti, che abbiano subito lutti o danni a seguito di attacchi illegali.

 Le principali conclusioni della Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti, guidata dal giudice Richard Goldstone, sono le seguenti:

le forze israeliane hanno commesso violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario corrispondenti a crimini di guerra e, in alcuni casi, anche a crimini contro l’umanità. In particolare, le indagini su numerosi attacchi contro la popolazione civile od obiettivi civili hanno rivelato che questi sono stati intenzionali e che alcuni sono stati lanciati al fine di spargere il terrore tra la popolazione e senza alcun giustificabile obiettivo militare. Le forze israeliane hanno inoltre usato civili palestinesi come scudi umani;
le forze israeliane hanno commesso gravi violazioni della IV Convenzione di Ginevra, in particolare compiendo uccisioni, torture e trattamenti inumani con intenzioni dolose, procurando volutamente gravi sofferenze e gravi danni fisici e alla salute, causando vaste distruzioni di proprietà non giustificate da necessità militari, in modo illegale e sconsiderato. Per queste azioni vanno accertate le responsabilità individuali;
Israele ha violato l’obbligo di rispettare il diritto della popolazione di Gaza a un adeguato standard di vita, che comprende l’accesso a cibo, acqua e alloggio adeguati. Il rapporto fa riferimento, in particolare, ad azioni che hanno privato gli abitanti di Gaza dei mezzi di sostentamento, del lavoro, dell’abitazione, dell’acqua nonché della libertà di movimento e del diritto di entrare e uscire dal proprio paese e, infine, che hanno limitato l’accesso a un rimedio efficace. L’insieme di queste azioni può corrispondere al crimine di persecuzione, che è un crimine contro l’umanità;
i gruppi armati palestinesi hanno violato il principio di distinzione lanciando razzi e mortai che non possono essere diretti con sufficiente precisione contro obiettivi militari. Questi attacchi, contro insediamenti civili che in alcun modo potevano essere considerati obiettivi militari, costituiscono deliberati attacchi contro i civili, in quanto tali sono crimini di guerra e in alcuni casi possono costituire crimini contro l’umanità;
i gruppi armati palestinesi non hanno sempre agito in modo tale da distinguersi dalla popolazione civile e hanno esposto quest’ultima a rischi inutili, lanciando razzi da luoghi situati vicino ad abitazioni civili o a edifici protetti;
la Missione di accertamento dei fatti non ha rinvenuto prove sul fatto che i gruppi armati palestinesi abbiano trasferito la popolazione civile verso zone poi sottoposte agli attacchi israeliani o che l’abbiano costretta a rimanere nei pressi, né sul fatto che le strutture ospedaliere siano state usate dall’amministrazione de facto di Hamas o dai gruppi armati palestinesi per nascondere attività militari, né che le ambulanze siano state usate per trasportare combattenti né, infine, che i gruppi armati palestinesi abbiano preso parte ad attività militari dall’interno degli ospedali o delle strutture delle Nazioni Unite usate come rifugi.

FINE DEL COMUNICATO                                                    Roma, 16 settembre 2009

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(2 luglio 2009) Amnesty International pubblica il rapporto sul confitto  a Gaza e nel Sud d’Israele
(2 luglio 2009) Rapporto ‘Israel/Gaza: Operation ‘Cast Lead’: 22 days of death and destruction’
Il rapporto della Missione Goldstone
Approfondimento ‘Il  conflitto a Gaza e nel sud d’Israele’