Israele: palestinese arrestato a 13 anni ancora in isolamento carcerario

4 Agosto 2022

©AHMAD GHARABLI/AFP via Getty Images

Tempo di lettura stimato: 2'

Il 3 agosto la direzione delle prigioni israeliane ha rinnovato l’isolamento carcerario di Ahmad Manasra, un palestinese arrestato all’età di 13 anni e che ha sviluppato gravi problemi di salute mentale.

Manasra è stato arrestato nell’ottobre 2015 in relazione all’accoltellamento di due israeliani a Pisgat Zeev, un insediamento illegale a Gerusalemme Est occupata. Interrogato in assenza di un avvocato, è stato processato per tentato omicidio e, nonostante la minore età, condannato a nove anni e cinque mesi di carcere. Dal novembre 2021, a parte due mesi di ricovero in ospedale, è in una cella d’isolamento.

Sebbene abbia già scontato due terzi della pena e dunque, secondo la legge israeliana, gli possa essere condonato l’ultimo terzo, Manasra resta in isolamento nella prigione di Eshel in quanto condannato per “atti di terrorismo”, secondo una legge entrata in vigore dopo il suo arresto e che non prevede sconti di pena per i responsabili di tali reati.

A Manasra è stata diagnosticata la schizofrenia. Secondo il suo avvocato, soffre di profonda depressione: “La sua vita è in pericolo. I continui rinnovi dell’isolamento carcerario lo stanno distruggendo”.

Una nuova udienza sull’isolamento carcerario è prevista il 16 agosto. Amnesty International continua a chiedere che il detenuto sia rilasciato.