Kenya: fare giustizia per le violenze post elettorali

9 Novembre 2009

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(6 novembre 2009)

 ‘Il governo del Kenya ha fallito nel mettere in atto un processo per perseguire coloro che sono accusati di aver commesso violazioni dei diritti umani, compresi eventuali crimini contro l’umanità, durante le violenze che seguirono le elezioni dello scorso anno‘ – ha dichiarato Amnesty International.
 
Giovedì 5 novembre, il procuratore capo della Corte penale internazionale (International Criminal Court – Icc) ha dichiarato che chiederà l’apertura di un’indagine sulle violenze post elettorali in Kenya.
 
Il governo del Kenya non ha lasciato all’Icc altra opzione se non quella di aprire un’indagine, dal momento che non è stato capace di farlo da solo‘ – ha dichiarato ricercatore di Amnesty International sull’Africa orientale.
 
Con la promulgazione dell’International Criminal Court Act, nel 2008, il Kenya ha definito i crimini contro l’umanità, e gli altri crimini internazionali, reati nell’ambito del sistema giudiziario interno, ma solo se commessi dopo il gennaio 2009. Questa legge prevede anche la cooperazione con l’Icc, ma attribuisce al ministro della Giustizia, un funzionario politico, un’ampia discrezione nella scelta di rifiutarsi di cooperare con l’Icc. 
 
Il Kenya, inoltre, non ha emendato la costituzione per permettere l’istituzione di un tribunale speciale per processare alcuni dei sospettati per possibili crimini contro l’umanità, commessi nel corso delle elezioni dello scorso anno. 
 
L’Icc ha solo una limitata capacità di indagare e giudicare persone sospettate di crimini contro l’umanità e il Kenya ha il dovere di assicurare un’effettiva azione giudiziaria a livello nazionale per mettere fine all’impunità degli autori di questi crimini. 
 
Dopo l’entrata in vigore della Legge per la verità, giustizia e riconciliazione del 2008, è stata formata la Commissione verità, giustizia e riconciliazione (Tjrc) che dovrebbe iniziare le udienze intorno alla metà del prossimo anno.
 
Non è chiaro, tuttavia, come i processi a livello nazionale di persone sospettate di crimini commessi durante le violenze saranno complementari ai processi dell’Icc e a quelli della Tjrc.
 
La Commissione per la verità e la riconciliazione può cominciare a stabilire la verità su quanto accaduto durante le terribili settimane che seguirono le elezioni, ma non può determinare la colpa o l’innocenza di coloro che sono accusati, rimanendo questo un obbligo del sistema giudiziario‘, – ha commentato Godfrey Odongo.
 
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