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“Voglio ringraziare Amnesty International per aver sostenuto la liberazione dei detenuti in Algeria. A tutte le sezioni di Amnesty International nel mondo, grazie dal profondo del cuore per il vostro supporto”.
Khaled Drareni rappresenta Reporter senza frontiere per l’Algeria, è corrispondente da Algeri per l’emittente francese TV5 Monde e fondatore e direttore del portale Casbah Tribune. Come molti giovani algerini, insegue un sogno: vivere in un paese fondato sui principi della libertà e dell’uguaglianza.
Nel 2019, quando il movimento di protesta Hirak scende nelle strade e costringe il presidente Abdelaziz Bouteflika a cedere definitivamente il potere, Drareni è lì. Segue le manifestazioni, le documenta, le racconta.
Fa il suo lavoro. È per questo che viene arrestato.
Sta raccontando la manifestazione di Hirak il 27 marzo quando viene arrestato. Non sarà, purtroppo, l’ultima volta: Khaled è stato arrestato più volte, l’ultima nel marzo 2020, semplicemente per svolgere il suo lavoro di giornalista. Eppure, lui continua a fare la stessa domanda, con la stessa ostinazione: “Perché qualcuno dovrebbe astenersi dal dire la verità? Perché davvero?!”
Il 10 agosto dello stesso anno il tribunale di Sidi M’hamed lo condanna a tre anni di carcere da scontare nella prigione di El Kolea e a una multa equivalente a oltre 350 euro. In appello la condanna viene ridotta a due anni.
Per Amnesty International è una sentenza inequivocabile:
“La conferma in appello della condanna di Drareni, in un paese che starebbe attraversando un periodo di trasformazione e cambiamento politico, è una parodia della giustizia e la conferma che in Algeria è in atto un pericoloso giro di vite nei confronti della libertà di stampa“, dichiara Amna Guellali, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.
La storia di Khaled non resta chiusa tra le mura della prigione di El Kolea. Amnesty International la porta fuori dall’Algeria e mobilita persone in tutto il mondo.
Il 26 novembre il Parlamento europeo adotta una risoluzione d’urgenza sul “deterioramento della situazione dei diritti umani in Algeria, in particolare il caso del giornalista Khaled Drareni”.
Migliaia di persone firmano appelli chiedendo alle autorità algerine di rilasciare immediatamente e incondizionatamente Khaled Drareni, un giornalista indipendente, privato della libertà semplicemente per aver svolto il suo lavoro.
Khaled Drareni viene scarcerato la sera del 19 febbraio 2021, tramite una grazia presidenziale promulgata dal presidente Abdelmadjid Tebboune. Insieme a lui, vengono liberati decine di militanti dell’Hirak.
Le sue prime parole, appena fuori, sono una dichiarazione di intenti:
“Continuerò la mia battaglia per una stampa libera e indipendente”.
Non un passo indietro. Non una resa. Solo la conferma che il carcere non ha cambiato nulla di ciò in cui crede Khaled.