La Francia vota contro il velo integrale - Amnesty International Italia

La Francia vota contro il velo integrale

14 luglio 2010

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(14 luglio 2010)

Amnesty International ha criticato il voto con cui, a schiacciante maggioranza (336 voti a favore e uno contro) la camera bassa del parlamento francese si è espressa a favore del divieto di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici.

È una violazione del diritto alla libertà di espressione e di religione nei confronti di quelle donne che indossano il burqa o il niqab per esprimere la loro identità o il loro credo‘ – ha  dichiarato John Dalhuisen, esperto di Amnesty International sulla discriminazione in Europa.

La legge, che deve essere ancora approvata dal senato, proibisce di indossare in pubblico qualsiasi tipo di indumento che copra il volto. 

La violazione della legge potrebbe essere punita con una multa fino a 150 euro e/o con una richiesta di seguire un programma di recupero nella comunità.

La legge prevede anche una pena fino a un anno di carcere e una multa fino a 30.000 euro per coloro che usano la forza o la minaccia per obbligare altre persone a coprirsi i volti.

I sostenitori del divieto in Francia affermano che il velo integrale è contrario ai valori della Francia repubblicana, incompatibile con l’uguaglianza di genere e pericoloso per la pubblica sicurezza.

‘Generalmente, il diritto alla libertà di religione e di espressione comporta che tutte le persone dovrebbero essere libere di scegliere cosa indossare o non indossare. Questi diritti non possono essere ristretti semplicemente perché alcuni, anche la maggioranza, trova un modo di vestire sgradevole od offensivo’ – ha affermato Dalhuisen.
Gli stati sono obbligati in base al diritto internazionale a proteggere le donne da pressioni e minacce che subiscono affinché indossino il velo integrale. ‘Tuttavia, divieti così ampi non sono il modo per proteggerle. Questi  comportano per le donne che attualmente indossano il velo integrale il rischio di essere confinate in casa, di avere meno possibilità di lavorare o studiare e di accedere ai pubblici servizi ‘ – ha aggiunto Dalhuisen.

‘I governi devono invece accrescere gli sforzi per combattere la discriminazione di cui le donne musulmane sono vittime nelle loro comunità e più in generale nella società nella quale vivono. Dovrebbero promuovere l’empowerment delle donne affinché possano fare le loro scelte, più che limitare quelle che hanno a disposizione. Le legittime esigenze di sicurezza possono essere soddisfatte istituendo limitazioni alla copertura completa del volto in luoghi ad alto rischio ben definiti. Ogni persona dovrebbe essere obbligata a mostrare il volto quando obiettivamente necessario, per esempio in caso di controllo dell’identità’ – ha concluso Dalhuisen.

La scorsa settimana, la Sezione Francese di Amnesty International ha scritto al parlamento francese per chiedere di respingere il progetto di legge.