La Germania sostenga la direttiva antidiscriminazione dell'Ue - Amnesty International Italia

La Germania sostenga la direttiva antidiscriminazione dell’Ue

25 febbraio 2010

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Amnesty International chiede alla Germania di sostenere la direttiva antidiscriminazione dell’Ue

(25 febbraio 2010)

Ventuno direttori delle Sezioni di Amnesty International dell’Unione europea (Ue) hanno inviato una lettera al ministro Kristina Schröder in vista del suo incontro di oggi, 25 febbraio, con la controparte spagnola Bibiana Aído, per chiedere alla Germania di non ostacolare l’adozione di una nuova direttiva europea antidiscriminazione, proposta dalla Commissione europea. 
 
Questa proposta di legge garantirebbe ai cittadini europei gli standard minimi di protezione contro la discriminazione sulla base di religione o credo, età, disabilità e orientamento sessuale. 
 
Amnesty International appoggia  tale proposta come un primo, necessario passo per attuare il principio di parità di trattamento anche in settori diversi da quelli lavorativo e occupazionale, già protetti da due direttive Ue antidiscriminazione, e colmare un vuoto legislativo che implica l’impunità per le violazioni dei diritti delle persone Lgbt, di giovani, anziani, disabili e minoranze religiose in diversi paesi europei. La direttiva può essere adottata soltanto con il voto unanime dei paesi membri dell’Ue, ma la Germania sostiene che una legge europea non sia lo strumento migliore per combattere la discriminazione. Di fatto, però, è che senza alcune direttive antidiscriminazione a livello europeo, diversi paesi europei difficilmente avrebbero adottato degli standard minimi di protezione.   
 
Amnesty International ricorda ai paesi membri dell’Ue che la nuova direttiva riflette l’obbligo dei paesi Ue di rispettare il principio di non-discriminazione e i diritti umani. Amnesty International chiede, pertanto, ai paesi membri dell’Ue di adempiere al loro dovere e di fare la loro parte nella lotta contro la discriminazione.

Leggi la lettera inviata al ministro tedesco ministro Kristina Schröder