La Giornata della memoria: “Ricordare per non affidare le speranze alle promesse sbagliate”

27 Gennaio 2021

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In occasione del 76mo anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, il presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo ha rilasciato questa dichiarazione:

“Il cambiamento sociale e politico che ha portato alla Shoah è stato lento ma inesorabile. Il consenso di cui hanno goduto i totalitarismi europei non si è realizzato, a livello sociale, in tempi rapidi:  è stato un processo fatto di piccoli avanzamenti e ritirate, che però non riportavano mai al punto di partenza, ma spingevano interi paesi verso la peggiore forma di dittatura.

E se le immagini di quell’epoca possono restituirci la percezione che cose del genere non accadranno più, perché antropologicamente distanti dal nostro modo di vivere, bisogna ricordare che non è così.

Come allora, siamo sensibili alla paura e all’insicurezza. E abbiamo bisogno di conferme. Allora c’era stata una guerra mondiale e le sue conseguenze economiche, la fine di alcuni imperi, e una pandemia globale. Oggi alcune di quelle condizioni sono simili, e su tutto grava lo spettro del cambiamento climatico.

Dobbiamo ricordare per non affidare le nostre speranze alle promesse sbagliate. Da nessuna crisi, tantomeno quella attuale, si esce cercando un nemico. Ce la si può fare solo rimanendo insieme e accogliendo persone, memoria, richieste e lotte per la verità e la giustizia”.

 

GIORNATA DELLA MEMORIA: LE RISORSE EDUCATIVE

Riteniamo che l’Educazione ai diritti umani tra le nuove generazioni sia fondamentale per arginare la grave intolleranza e discriminazione a cui stiamo assistendo. In questi giorni dedicati alla memoria, ricordiamo che è disponibile online il percorso didattico contro la discriminazione “La persecuzione degli ebrei”(scuola secondaria di primo grado).

Il percorso, strutturato in guida per il docente e fascicolo per lo studente, mira a leggere il passato per interpretare il presente e comprendere che il futuro ha radici nella conoscenza del passato, a rafforzare le capacità di interazione da parte degli alunni, tra loro ed anche con persone di altre culture, a riconoscere le motivazioni personali che spingono all’azione discriminatoria e a riconoscere l’importanza della responsabilità personale per il gruppo e la comunità.