La riforma europea del diritto d'asilo deve migliorare realmente la vita dei rifugiati - Amnesty International Italia

La riforma europea del diritto d’asilo deve migliorare realmente la vita dei rifugiati

7 aprile 2016

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Amnesty International ha auspicato che la riforma del sistema europeo d’asilo presentata il 6 aprile dalla Commissione europea possa rappresentare l’opportunità per arrivare a una più equa distribuzione e a condizioni migliori per i rifugiati all’interno dell’Unione europea.

‘Sarebbe profondamente inaccettabile se qualsiasi riforma proposta si limitasse a mantenere lo status quo. Andare avanti con un meccanismo che ha abbandonato 50.000 persone in condizioni agghiaccianti in territorio greco sarebbe una follia. Non si può perdere un’altra occasione per risolvere i problemi cui vanno incontro i rifugiati che arrivano in Europa’ – ha commentato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. ‘Sarebbe profondamente ingiusto se i paesi situati alla frontiera dell’Unione europea, già provati dalla crisi, continuassero a sostenere il peso maggiore di questa crisi mentre altri proseguissero a non assolvere al loro dovere di aiutare i rifugiati e i paesi che li ospitano’ – ha continuato Dalhuisen. ‘La proposta della Commissione europea in direzione di una maggiore condivisione delle responsabilità tra gli stati membri dell’Unione europea va nella giusta direzione ma vi è il rischio che questa possa venir meno, soprattutto se si baserà su sanzioni e coercizioni’ – ha proseguito Dalhuisen. ‘Inoltre, quando si affronta il tema di una sola procedura comune d’asilo, il pericolo concreto è che l’armonizzazione si realizzi abbassando gli standard, nel tentativo di rendere l’Unione europea un luogo inaccessibile ai richiedenti asilo. A ciò occorre opporsi’ – ha concluso Dalhuisen.

Amnesty International ritiene che qualsiasi proposta di riforma del sistema d’asilo debba rafforzare il diritto d’asilo e assicurare che i richiedenti asilo siano distribuiti equamente tra gli stati membri, che i loro diritti umani siano rispettati e che essi vengano realmente accolti e integrati nelle comunità che li ospiteranno.