La risposta del portavoce Riccardo Noury a L'antidiplomatico - Amnesty International Italia

La risposta del portavoce Riccardo Noury a L’antidiplomatico

25 maggio 2017

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Trovo incomprensibile l’estrema personalizzazione di questa lettera, come se avesse per oggetto mie opinioni e non i rapporti di Amnesty International. Sul piano personale, l’unica cosa che mi preme chiarire è che quando scrivete che io avrei negato un incontro al Comitato vittime delle Guarimbas e del Golpe Continuato, scrivete una cosa semplicemente non vera, dato che personalmente non ho ricevuto alcuna richiesta in tal senso.

Passando ad Amnesty International, come vi è noto non parteggia per governi od opposizioni. Questo vale ovviamente anche per il Venezuela, con la cui opposizione Amnesty International non ha ovviamente alcuna vicinanza politica (cosa che non avrebbe comunque nulla a che vedere con il tema del rispetto dei diritti umani, che sono di tutti, amici e nemici).

Ricordo molto bene i rapporti che pubblicammo negli anni ’80 e ’90 sulle violazioni dei diritti umani delle presidenze di Azione Democratica. Allo stesso modo, oggi pubblichiamo rapporti su quanto accade nella Repubblica bolivariana, basati – come quelli pubblicati in passato – su quanto riportato da missioni di ricerca sul campo e su fonti ampie e diversificate, comprese quelle ufficiali.

In una conferenza stampa al Senato, martedì 24 maggio, persone a voi vicine mi hanno rimproverato di ignorare il “contesto”. Quello del “contesto” per giustificare le violazioni dei diritti umani è un concetto scivoloso e pericoloso:  perché poi lo prendono a pretesto Israele per compiere crimini di guerra a Gaza, l’Arabia Saudita per decapitare dissidenti e compiere crimini di guerra in Yemen, il Bahrein per impiegare gas lacrimogeni come mai negli ultimi 100 anni contro la sua popolazione, l’Azerbaigian per tappare la bocca agli attivisti per i diritti umani…

E a proposito di “pretesti”, voi scrivete che Amnesty International starebbe facendo da sponda all’interventismo contro il Venezuela, come lo avrebbe fatto rispetto ad altri paesi. Dove, quando e in che modo abbiamo sollecitato interventi armati? Piuttosto abbiamo denunciato più volte la vergogna e l’ipocrisia di chi strumentalizza informazioni sui diritti umani per giustificare quegli interventi e abbiamo anche smascherato qualche “falso” a noi attribuito.

Sarebbe bene che ognuno si assumesse le proprie responsabilità: Amnesty International si assume la responsabilità di tutto, ma proprio tutto ciò che dice, compreso ciò che dice sulle violazioni dei diritti umani in Venezuela e negli altri 158 paesi che sta seguendo. Altri dovrebbero assumersi la responsabilità di eventuali strumentalizzazioni politiche di quei fatti. Ma chiedere a noi di tacere per evitare strumentalizzazioni da parte di altri è inaccettabile.

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia

La replica è in risposta all’articolo de L’Antiplomatico