La sentenza della Corte dell'Aia sulle vittime di guerra del nazismo è una sconfitta per i diritti umani - Amnesty International Italia

La sentenza della Corte dell’Aia sulle vittime di guerra del nazismo è una sconfitta per i diritti umani

5 febbraio 2012

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Amnesty International ha definito ‘una sconfitta per i diritti umani’ la sentenza emessa il 3 febbraio dalla Corte internazionale di giustizia, il massimo organo di giustizia delle Nazioni Unite, secondo la quale l’Italia ha agito in modo errato autorizzando l’azione risarcitoria dei suoi tribunali per i crimini di guerra commessi dalla Germania nell’era nazista.

La Corte dell’Aia ha confermato quindi l’immunità della Germania nei confronti di azioni risarcitorie promosse nei tribunali di altri paesi dalle vittime del nazismo.

‘È una sentenza sconcertante. La Corte internazionale ha fatto fare ai diritti umani un grande passo indietro e ha trasformato il diritto al risarcimento per i crimini di guerra in un diritto senza possibilità di rimedio’ – ha commentato Amnesty International. ‘La sentenza va contro la Convenzione dell’Aia, in base alla quale le vittime dei crimini di guerra hanno diritto a citare in giudizio lo stato responsabile, per ottenere una riparazione. La cosa ulteriormente preoccupante è che altri tribunali nazionali potranno dare retta a questa sentenza, sebbene il giudizio della Corte dell’Aia sia vincolante solo per Germania e Italia’.

La Corte internazionale di giustizia ha concluso che la Corte di cassazione italiana ha violato la sovranità della Germania quando nel 2008 aveva stabilito che Luigi Ferrini aveva diritto al risarcimento per essere stato deportato in Germania nel 1944 e lì costretto ai lavori forzati nell’industria delle armi. Sebbene l’Italia fosse stata alleata alla Germania durante la Seconda guerra mondiale, molti altri italiani subirono la stessa sorte.

Dal 2004, numerose denunce sono state presentate contro la Germania ai tribunali italiani, da parte di ex prigionieri di guerra costretti ai lavori forzati e dalle famiglie delle vittime dei massacri perpetrati dalle forze tedesche nei mesi finali della Seconda guerra mondiale.

A partire dal 1050, la Germania ha pagato decine di miliardi di euro in riparazioni e si è rivolta alla Corte internazionale di giustizia dopo che nel 2008 la Corte di cassazione italiana aveva dato ragione alla richiesta di risarcimento di Luigi Ferrini.

Secondo le autorità tedesche, se la Corte dell’Aia avesse preso posizione in favore dell’Italia, avrebbe aperto la strada a una proliferazione di richieste di risarcimento da ogni parte del mondo.

La Corte ha notato ‘con sorpresa e rincrescimento’ che la Germania ha escluso gli italiani internati durante la Seconda guerra mondiale dalle procedure vigenti in materia di risarcimenti. Ha inoltre riconosciuto che la Germania è responsabile per i crimini di guerra commessi dalle sue forze armate durante la Seconda guerra mondiale in Italia e in Grecia e ha anche ammesso che la sua sentenza potrebbe impedire alle vittime di chiedere un risarcimento. Tuttavia, richieste di risarcimento ‘potrebbero essere l’oggetto di ulteriori negoziati per risolvere la questione’ tra Italia e Germania.

Secondo Amnesty International, ‘il suggerimento di ricorrere a ulteriori negoziati per risolvere la questione è un segno di disprezzo per i diritti che sono in gioco,. Questi negoziati non hanno dato luogo a una sola riparazione per le vittime per oltre 60 anni’.