La Spagna non indaga né coopera ai processi sui crimini commessi durante la guerra civile e nel periodo franchista - Amnesty International Italia

La Spagna non indaga né coopera ai processi sui crimini commessi durante la guerra civile e nel periodo franchista

16 giugno 2013

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L’impunità perdura e alle vittime si nega il diritto alla giustizia, alla verità e alla piena riparazione

In Spagna non si sta indagando sui crimini di diritto internazionale commessi durante la guerra civile e il periodo franchista. Inoltre, le autorità spagnole si rifiutano sistematicamente di collaborare con paesi terzi perché possano indagare in merito, dando così l’impressione di voler garantire l’impunità per tali crimini. Sono queste le principali conclusioni del rapporto intitolato ‘Il tempo passa, l’impunità rimane‘, presentato oggi da Amnesty International.

Nel rapporto, l’organizzazione constata come la magistratura spagnola si rifiuti di condurre tali indagini e archivi le denunce delle vittime. Da parte sua, la procura generale non collabora come dovrebbe alle richieste di cooperazione pervenute dall’Argentina, sostenendo che la Spagna sta indagando per conto suo e ‘ha titolo preferenziale’ per farlo. Il governo, d’altro canto, ha ostacolato la testimonianza delle vittime dinanzi alla giudice argentina responsabile del caso aperto in quel paese. E il potere legislativo, riluttante ad aderire alla Convenzione europea sull’imprescrittiblità dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità, ha confermato che la legge di amnistia resterà in vigore. Nel frattempo, le vittime e le loro famiglie continuano ad affrontare ostacoli che mettono a rischio il loro diritto alla giustizia, alla verità e alla riparazione.

Indagini chiuse in Spagna 

Nel novembre 2008, la Audiencia Nacional si dichiarò incompetente a giudicare la causa presentata nel 2006 relativa agli omicidi e alle sparizioni forzate (114.266 sparizioni) commessi in Spagna tra il 1936 e il 1951, rimettendola ai tribunali territoriali. Da allora, Amnesty International ha seguito le azioni di tali tribunali e ha rilevato che dei 47 casi rinviati, almeno 38 sono stati archiviati.

Già nel 2012 avevamo denunciato la tendenza costante all’archiviazione di questi casi. Ma la situazione è peggiorata dopo che la Corte suprema ha sentenziato che non era compito dei giudici spagnoli perseguire tali crimini. In questo modo si è chiusa l’unica via di inchiesta giudiziale possibile in Spagna‘ – ha dichiarato Esteban Beltrán, direttore di Amnesty International Spagna.

Il 27 febbraio 2012, con il verdetto 101/2012, la Corte suprema ha stabilito l’impossibilità di indagare sui crimini commessi durante la guerra civile e il periodo franchista in base ad argomenti che, per Amnesty International, sono contrari al diritto internazionale, tra cui l’esistenza in vigore della legge di amnistia, la prescrizione dei crimini di diritto internazionale e un’errata interpretazione del principio di legalità penale nei procedimenti penali.

Anche la Corte europea dei diritti umani ha dichiarato inammissibili almeno otto denunce contro la Spagna per questo tipo di crimini basandosi, tra l’altro, sul fatto che gli eventi in questione accaddero prima dell’entrata in vigore della Convenzione europea sui diritti umani e che le vittime presentarono denuncia troppo tardi.

Ostacoli alle indagini in Argentina

La magistratura argentina sta continuando a indagare su una denuncia presentata nel 2010 per crimini commessi in Spagna tra il 1936 e il 1977. Le autorità giudiziarie argentine hanno per due volte chiesto informazioni alle autorità spagnole. La procura generale spagnola ha risposto – sorprendentemente – che sta indagando, nonostante abbia riconosciuto l’archiviazione di almeno 22 casi, e ha chiesto all’Argentina di astenersi dall’indagare poiché è la Spagna a detenere titolo preferenziale per farlo.

Questa interpretazione della procura spagnola non ha nulla a che vedere con il diritto internazionale. La giurisdizione universale è, per definizione, concorrente e non sussidiaria; in altre parole, non è necessario l’insuccesso dell’indagine nei tribunali del territorio in cui è stato commesso il crimine per abilitare la competenza del tribunale straniero. Anche se la Spagna stesse indagando sui crimini – cosa che non sta succedendo – ciò non può impedire in alcun modo che l’Argentina o qualunque altro paese possa fare altrettanto. La lotta contro l’impunità è una competenza universale‘- ha precisato Esteban Beltrán.

Raccomandazioni

Amnesty International presenta, tra le altre, le seguenti raccomandazioni per garantire il diritto alla giustizia, alla verità e alla riparazione delle vittime e delle loro famiglie:

alla magistratura, che applichi il diritto internazionale poiché fa parte dell’ordinamento giuridico spagnolo e che la Corte suprema rettifichi il giudizio emesso il 27 febbraio 2012;
alla procura generale, che agisca d’ufficio per indagare e perseguire i crimini di diritto internazionale e collabori pienamente per qualunque richiesta di collaborazione emessa da tribunali stranieri che decidano di indagare su tali crimini commessi in Spagna;
al governo, che adotti misure immediate per applicare totalmente le raccomandazioni in merito alla legge di amnistia e all’imprescrittibilità dei crimini di diritto internazionale emesse dagli organi internazionali, tra cui il Comitato dei diritti umani, il Consiglio d’Europa, il Gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate o involontarie e il Comitato contro la tortura;
al parlamento, che aderisca immediatamente e senza riserve alla Convenzione sull’imprescrittibilità dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità;