Le parole del ministro Salvini su Giulio Regeni e l'identificazione di manifestanti al comizio elettorale di Ivrea - Amnesty International Italia

Le parole del ministro Salvini su Giulio Regeni e l’identificazione di manifestanti al comizio elettorale di Ivrea

16 giugno 2018

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Le parole del ministro Salvini su Giulio Regeni e l’identificazione di manifestanti al comizio elettorale di Ivrea: dichiarazione di Amnesty International Italia

Abbiamo appreso con preoccupazione dell’episodio avvenuto a Ivrea, nel corso di un comizio elettorale di Matteo Salvini, quando un gruppo di persone è stato fermato e identificato per aver esposto due striscioni riferiti a Giulio Regeni e alla situazione dei diritti umani in Egitto“, ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia. “La richiesta che lo slogan ‘prima gli italiani’ comprendesse anche la ricerca in via prioritaria della verità per Giulio Regeni era assolutamente legittima e non si doveva impedire di esprimerla“.

Non vorremmo che fosse questa una risposta, oltre che irrituale, inquietante nella forma e nel contenuto” – ha aggiunto Marchesi – “alla lettera che Amnesty International Italia ha scritto solo due giorni fa, oltre che al vice primo ministro Salvini, al presidente del Consiglio Conte, all’altro vice primo ministro Di Maio e al ministro degli Esteri Moavero Milanesi, nella quale si esprime disappunto per le dichiarazioni nelle quali Salvini, nel sottolineare l’importanza dei rapporti con l’Egitto, pare sminuire l’importanza di conoscere i nomi dei responsabili dell’arresto, della sparizione, della tortura e dell’uccisione del ricercatore italiano. In quella lettera si ricorda come Salvini abbia più volte incalzato il precedente governo a fare di più per fare rispettare il nostro paese a livello internazionale, mentre ora, come ministro dell’Interno, sembra considerare la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni come una vicenda privata della famiglia della vittima, e non, invece, come una richiesta dell’’Italia intera, della sua società civile e delle sue istituzioni“.