I difensori dei diritti umani sono ovunque – L’editoriale - Amnesty International Italia

I difensori dei diritti umani sono ovunque – L’editoriale

9 aprile 2018

@Pierre-Yves Brunaud

Tempo di lettura stimato: 3'

Cara amica, caro amico,

non è affatto facile essere ottimisti nel contesto attuale. Il clima politico e culturale dominante, infatti, quantomeno nella prospettiva di chi crede nel rispetto dei diritti di tutti, è assai poco favorevole. Tuttavia, dobbiamo cercare e trovare le ragioni per non farci prendere dallo scoramento, dalla tentazione di ritirarci in buon ordine, di lasciar perdere.

Perché i diritti umani, una conquista recente nella lunga storia dell’umanità, sono ancora fragili e hanno bisogno di essere difesi ogni giorno. Ed è questo il nostro compito, al quale non possiamo sottrarci. È questa la nostra responsabilità, a fianco di migliaia di altri difensori dei diritti umani, compagni di strada che spesso, purtroppo, finiscono per diventare essi stessi bersagli privilegiati della repressione.

La buona notizia, se vogliamo cercarne una, è proprio questa: sono in tanti a essere dalla nostra parte, Amnesty International è in buona e numerosa compagnia. I difensori dei diritti umani sono ovunque e diversi fra loro: sono persone battagliere e riflessive, coraggiose o semplicemente indignate, sono giovani ansiosi di spostarsi in prima linea e persone più anziane, che rimangono nel posto che hanno sempre occupato nella società.

Ognuno di loro è un argine contro la discriminazione, contro la violenza privata e di stato, contro l’odio per l’“altro”. È grazie ai difensori dei diritti umani di tutto il mondo, che resistono agli attacchi e continuano imperterriti a proporre la loro visione, che possiamo permetterci, nonostante tutto, un certo ottimismo. E parlando di difensori dei diritti umani non possiamo non pensare a Taner Kılıç, presidente di Amnesty International Turchia. La farsa del suo rilascio annunciato e mai avvenuto, perché dopo poche ore un altro giudice ha deciso che doveva rimanere dietro le sbarre, è stata un atto crudele nei confronti di Taner, di sua moglie e delle sue figlie. Anche qui, se possibile, c’è una buona notizia: quella dell’enorme mobilitazione in suo favore.

La speranza è che questa contribuisca a farlo tornare presto in libertà.

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