L'Egitto deve rispettare il diritto di manifestazione pacifica e di sciopero - Amnesty International Italia

L’Egitto deve rispettare il diritto di manifestazione pacifica e di sciopero

30 aprile 2011

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Alla vigilia della manifestazione indetta a piazza Tahrir in occasione della Giornata internazionale dei lavoratori, Amnesty International ha sollecitato il governo egiziano ad abolire la nuova legge che criminalizza le dimostrazioni pacifiche e gli scioperi.

La manifestazione del 1° maggio al Cairo, convocata da sindacati, partiti, gruppi femminili, associazioni per i diritti umani e dai ‘comitati popolari per la difesa della rivoluzione’, è stata indetta per chiedere la fine delle limitazioni alla costituzione dei sindacati, l’introduzione di un salario minimo adeguato e il reintegro dei lavoratori licenziati a causa delle loro attività sindacali.

Amnesty International ha chiesto al governo egiziano di cogliere l’attuale momento storico di   riforma per impegnarsi a tutelare i diritti dei lavoratori.

‘Le legittime richieste dei manifestanti non sono nuove, ma nuova è l’opportunità per le autorità egiziane di rispettare gli impegni assunti e agire per metterli in atto. Come primo passo, potrebbero abolire la legge che vieta gli scioperi e autorizzare i sindacati indipendenti a operare liberamente’ – ha dichiarato l’organizzazione per i diritti umani.

Nel corso del 2010 i lavoratori del settore pubblico e privato avevano indetto migliaia di manifestazioni, scioperi e sit-in contro l’aumento del costo della vita e per migliori salari e condizioni di lavoro.

La nuova legge 34/2011, approvata il 12 aprile, criminalizza le manifestazioni e gli scioperi e prevede il carcere e una multa fino a 50.000 sterline egiziane per chiunque prenda parte, o incoraggi altri a prendere parte, a sit-in o a qualsiasi altra azione che impedisca, ritardi od ostacoli il lavoro delle istituzioni o delle autorità pubbliche.

Nel caso in cui vi siano atti di violenza o le proteste causino lesioni a proprietà pubbliche o private, provochino ‘la distruzione dei mezzi di produzione’ o procurino danno ‘all’unità nazionale e alla sicurezza e all’ordine pubblico’, le sanzioni salgono a 500.000 sterline egiziane e ad almeno un anno di carcere.

Secondo Amnesty International, una normativa dalla formulazione così vaga viola il diritto internazionale. Il diritto di sciopero è garantito dall’articolo 8 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali di cui l’Egitto è stato parte. Le autorità egiziane hanno inoltre il dovere di rispettare il diritto di manifestazione pacifica ai sensi dell’articolo 21 del Patto internazionale sui diritti civili e politici.

‘L’adozione di una legge del genere, in un momento in cui la popolazione cerca di ottenere più diritti umani e più dignità e salvaguardare i risultati conseguiti con la rivolta, rappresenta un grave passo indietro. Questa legge si pone in contrasto con le richieste di molti egiziani e con gli obblighi di diritto internazionale dell’Egitto e pertanto dev’essere abolita immediatamente’ – ha concluso Amnesty International.

FINE DEL COMUNICATO                                                                                Roma, 30 aprile 2011

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