Lettera dei genitori di Anastasia Baburova, giornalista russa uccisa il 19 gennaio 2009 - Amnesty International Italia

Lettera dei genitori di Anastasia Baburova, giornalista russa uccisa il 19 gennaio 2009

30 luglio 2009

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Lettera inviata ad Amnesty International il 17 luglio 2009 dai genitori di Anastasia Baburova, la giornalista russa assassinata il 19 gennaio 2009, insieme all’avvocato e difensore dei diritti umani Stanislav Markelov, nel centro di Mosca, in pieno giorno, da uno sconosciuto

Desideriamo ringraziare gli attivisti di Amnesty International per la dedizione e l’attenzione mostrate verso Stanislav Yurevich Markelov e la nostra cara, adorata Nastenka Baburova.
 
Speriamo che le richieste della comunità internazionale al presidente e al governo della Russia influenzino positivamente lo svolgimento delle indagini e contribuiscano ad assicurare alla giustizia gli esecutori e i mandanti dell’assassinio. È un errore rimanere indifferenti e dimenticare un reato,
soprattutto quando si tratta di un omicidio. Nessuno ha il diritto di prendere una vita umana.
 
Il lavoro che l’avvocato Stanislav Markelov e la giornalista Anastasia Baburova stavano svolgendo aveva a che fare con la difesa delle persone, della natura e dell’ambiente dalle intromissioni violente e dalla distruzione. Amavano la Russia e lottavano per la sua reputazione, Nastia era profondamente offesa per il degrado della dignità umana.
 
Nastia scriveva il 19 novembre 2007:
Come si fa a guardare negli occhi uno studente coreano che è stato appena colpito alla tempia da due teppistelli prima di salire sul tram? Gli sono saltati addosso, hanno fatto il saluto nazista e sono corsi verso il tram’. 
 
Questo invece è un appunto del 9 agosto 2008:
Non riuscivo a dormire, sono uscita presto e alle sette di mattina, sul marciapiede, c’era il corpo di una persona che era stata appena uccisa’.
 
Pensiamo che queste frasi siano dure da leggere per ogni persona ragionevole. Come tutti i genitori, abbiamo cercato di proteggere nostra figlia dal male. Ma lei lo vedeva lo stesso e cercava di fare del suo meglio per protestare.

Nastenka pretendeva molto da sé stessa: era responsabile, onesta, gentile, piena di bellezza interiore ed esteriore. Era genuina con i suoi amici e sempre pronta a sacrificare i suoi interessi in nome dell’amicizia. Era altruista come Stanislav Markelov, che assisteva chiunque senza chiedere un compenso e non approfittava delle disgrazie degli altri. 
 
Stanislav Markelov e Anastasia Baburova erano due persone di grande cultura. Le lezioni di Stanislav sulla storia della Russia erano meravigliose, le persone lo ascoltavano rapite ed interessate. Anastasia parlava bene l’inglese, il francese e l’ucraino, era uscita dalle superiori col massimo dei voti, giocava a scacchi, s’intendeva di programmazione di computer, praticava yoga e
arti marziali e stava per laurearsi alla Facoltà di Giornalismo dell’Università di Mosca. Amava lanciarsi col paracadute ed esplorare le cave sotterranee di Sebastopoli. Soprattutto ci proteggeva, proteggeva i suoi genitori dall’ansia. 
 
Il grande scrittore ucraino Nicolai Ostrovksy una volta ha detto: ‘A una persona è concessa una sola vita e deve viverla in modo da non agonizzare per anni e anni vissuti senza scopo, in modo da non doversi vergognare di un passato monotono e insignificante, in modo che il giorno della morte possa dire: ho dedicato tutta la mia vita e tutti i miei sforzi a liberare l’umanità’
 
Crediamo che Stas e Nastia siano stati guidati da queste parole nella loro vita. 
 
Lei era fiera della sua attività professionale e ci scriveva:
Voglio veramente che voi, i miei genitori, sappiate quello che sto facendo!’
 
Leggevamo i suoi articoli sulle pagine economiche dell’Izvestia ma non sapevamo del suo lavoro per la ‘Novaya Gazeta’.

Quanta protezione e sicurezza della propria impunità deve aver avuto l’assassino se con tranquillità e in mezzo a molte persone ha potuto sparare a Stanislav e a nostra figlia… Sparare e poi lasciare in tutta calma la scena del delitto, mentre Stanislav e Nastia, che era ancora viva, erano a terra nella neve che si colorava si sangue. E non uno che si sia fermato ad aiutarli, nessuno che abbia rincorso l’assassino…
 
Ecco perché è importante ricordare ai dirigenti russi che ci sono persone che chiedono di trovare e punire l’assassino e il mandante. 
 
Con gratitudine,
Eduard Fyodorovich Baburov and Larisa Ivanovna Baburova